L'Italia cade a pezzi, ma paghiamo le tasse e discutiamo di legge elettorale!

di Roberto Iacobone. E' vergognoso! Con le martellate in testa, stiamo ancora a discutere di legge elettorale, mentre il Paese cade a pezzi. La luna di miele tra Renzi e Berlusconi, suona come il “meglio questa che niente”. Bisogna ammettere che, a parte la questione delle preferenze, che servono a molti italiani per prendersi in giro da soli, credendo di esprimere la propria libertà attraverso il voto, come ci hanno insegnato alle elementari, ma non ci ho mai creduto, la legge potrebbe anche essere accettata come passo in avanti per fare qualcosa di più urgente. Ma tutti noi sappiamo che non è vero. Se da una parte a Berlusconi o Renzi, questa legge serve per sistemare qualcuno dei loro incapaci, a qualche altro potrebbe servire per far sì che le mafie non sfruttino questa ghiotta occasione di “portare”, attraverso le preferenze, che poi ci arrivano ugualmente, qualche marpione affiliato alle cosche, nelle due camere. Ma anche questo è falso. In ogni caso se si superasse questo scoglio, ci sarebbe da discutere la questione delle banche,che stanno distruggendo le imprese, insieme alla burocrazia e alla burocrazia europea, di cui vanta amicizie personali il genio Saccomanni, il bonario cagnolino d'Europa, che scodinzola come collega di Dudù, nei corridoi degli uffici di quelli che in Europa contano davvero, in cambio di qualche croccantino di sottomarca. Pure scaduto. Volendo, ci sarebbe da discutere la questione del lavoro, se non chiediamo troppo. E se proprio vogliamo darci una botta di vita, ci sarebbero migliaia di problemi rimasti irrisolti, del genere esodati, giustizia, sanità, scuola, e via dicendo, che credo, non siano più di pertinenza del potere politico, ma debbano passare direttamente nelle mani del popolo italiano, preferenze a parte. Vedi anche situazione Euro ed Europa. Quando la politica è assente, e lo dimostra ormai in ogni circostanza, non può delegare le problematiche che dovrebbero riguardare il parlamento, alla Corte Costituzionale, piuttosto che al Tar, alla Corte dei Conti o al Consiglio di Stato, facendo finta di nulla. Anche perché la visione di un magistrato, non è mai confacente alle reali esigenze del Paese, dei cittadini, perché esprime un parere tecnico e non d'uso comune e generalista. In Italia invece, da un bel po' di tempo, la gestione del Paese è di taglio amministrativo, e come ben sappiamo, amministrazione e sviluppo, sono due concetti che non si sposano facilmente, soprattutto quando la seconda parte manca completamente. Infine, ci sarebbe da chiedersi perché questo governo pasticcione, delega questioni importanti ad un uomo come Saccomanni, al quale al massimo gli farei gestire un condominio di due appartamenti: il suo e quello di un suo parente. Il modo con cui sono state imposte le ultime tasse, che mi rifiuto di pronunciare, è a dir poco vergognoso. Resse e code solo per capire cosa e come si dovevano pagare le news tax Letta and Company, sullo stile perfetto dei democristiani anni settanta. Oggi si paga, domani no. Alla fine paghi per 5 volte. La cosa che più mi fa specie, sono gli italiani: non reagiscono mai, e vanno anche a pagare le tasse diligentemente, come pecore nel gregge. All'estero ridono di noi. E fanno bene! Questo è un Paese di santi, i cittadini. Poeti, i politici. Naviganti, le aziende nella tempesta. Pirla... lascio in bianco perché l'elenco sarebbe troppo lungo.

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