Decreto Destinazione Italia: chi ha inquinato pagherà?

di Cittadini Reattivi. Nelle stesse ore in cui il Senato della Repubblica approva e converte in Legge dello Stato il Decreto Legge 136/2013 sulle emergenze ambientali e industriali in Campania, nella 'Terra dei Fuochi' e in Puglia a Taranto, arriva in aula a Montecitorio, il Decreto Legge “Destinazione Italia” in cui, all’articolo 4, appaiono modifiche alla legislazione vigente tali che, se fossero approvate, porterebbero il condono, sotto forma di credito d’imposta, ai responsabili della contaminazione del 3% del territorio nazionale, quello occupato dai cosiddetti Siti di Interesse Nazionale (SIN) e di interesse Regionale (SIR) che vedono coinvolti quasi 200 comuni e oltre 5 milioni di cittadini, a contatto con diossine, metalli pesanti, idrocarburi, amianto e altre sostanze cancerogene e nocive. 
“Si condonano i peggiori disastri ambientali italiani, è un’assurdità che va cancellata“, denuncia Mariella Maffini, Assessore all’Ambiente del Comune di Mantova e coordinatrice della Rete Comuni SIN, così come le associazioni, comitati e movimenti che operano a livello nazionale e locale per il risanamento dei siti inquinati da bonificare: “L’articolo in questione prevede una nuova modalità per la firma di accordi di programma per la reindustrializzazione che somiglia tanto ad una sanatoria per i responsabili della contaminazione. Ma in Italia vale ancora il principio ‘Chi inquina paga’ o no?” denuncia Alberto Valleriani, portavoce del Coordinamento Nazionale Siti Contaminati. 
Fatto sta che, a un giorno dalla conversione in legge di una nuova norma che prevede la mappatura dei terreni agricoli in Campania e la bonifica dei siti, il reato di combustione illecita dei rifiuti e l’utilizzo del personale delle forze armate, nuovi studi epidemiologici e controlli sanitari per le popolazioni campane, altre disposizioni riguardanti l’Ilva di Taranto, le gestioni commissariali e i commissari per il dissesto idrogeologico, (e a meno di una settimana della dichiarata priorità dell’attuale compagine governativa sul tema delle bonifiche, come dichiarato dal Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando proprio durante l’incontro con la Rete Comuni SIN) arriva alla Camera un provvedimento che se così approvato, porrebbe ancora una volta il nostro Paese passibile di una procedura d’infrazione in sede europea, proprio perchè non rispettoso del principio “Chi inquina paga”. 
In ogni caso, mentre procedono i lavori parlamentari, la società civile non sta a guardare. E dal sito del Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua Pubblica, in accordo con Stop Biocidio Lazio, Coordinamento Nazionale Siti Contaminati e Rete Comuni SIN parte l’invito ad una mailbombing, rivolta al Governo Letta e ai Parlamentari. E viene convocata una conferenza stampa nella Sala Conferenze della Camera dei Deputati per il prossimo 11 febbraio. “In fin dei conti siamo di fronte a una sanatoria tombale per gli inquinatori, pagata con le risorse dei cittadini”, ha precisato Mariella Maffini. Il comma 6 dell’articolo, infatti, “esclude per tali soggetti ogni altro obbligo di bonifica e riparazione ambientale e fa venir meno l’onere reale per tutti i fatti antecedenti all’accordo medesimo”. Un precedente che se approvato, probabilmente, potrebbe mettere in discussione l’intero sistema di procedure per le bonifiche, non solo per i 57 Siti di Interesse Nazionale e Siti di Interesse regionale, ma anche per gli oltre 15.000 siti contaminati disseminati in tutta la Penisola.

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