Il Senato di Renzi: "150 persone senza stipendio"!

Ma è già "svaporato" l'effetto Renzi? Dalle pagine di Libero, il quotidiano della famiglia Berlusconi, sembrerebbe proprio di sì, ovviamente. Sondaggi alla mano il partito democratico continuerebbe a perdere consensi e se oggi si andasse alle urne il centro destra vincerebbe a mani basse. A sostenerlo è Maurizio Belpietro nel suo editoriale: "passato l'entusiasmo e risvegliatisi dal sogno, a sinistra si sono accorti che Silvio Berlusconi è sempre lì, più vivo e vegeto di prima!". Il direttore di Libero fa notare come l'accordo tra il Cav e Renzi sembra aver avuto un effetto nefasto sulle quotazioni del Pd, mentre avrebbe fatto lievitare in modo considerevole gli elettori del centro destra. Cosa che al segretario dem stanno rinfacciando i suoi detrattori all'interno del partito. Insomma, il sindaco di Firenze rischia di finire nella lunga lista dei tanti segretari del Pd che hanno perso le elezioni contro il Cav. Per questo hanno ripreso quota le indiscrezioni a proposito di una prematura fine del governo Letta. Anche perché, se Renzi lo accusa di non fare abbastanza, lo stesso possono dire gli elettori di sinistra e accusare il neo segretario di non aver fatto abbastanza per costringere il governo a fare qualcosa. Quel "qualcosa" che diviene fondamentale per il proseguimento di questa legislatura anche per Confindustria che per bocca del suo presidente lancia l'ultimatum al governo: "Il presidente del consiglio mi ha convocato a Palazzo Chigi. Ha preso l'impegno di tornare da noi il 19 febbraio al consiglio direttivo di Confindustria con soluzioni, alcune fatte e alcune avviate. Se Enrico Letta arrivasse a mani vuote non ci resterebbe altro che appellarci a Napolitano che nella sua grande saggezza prenderà le decisioni giuste". 
Un governo Letta bis, Renzi premier, o elezioni? In questo estenuante tira e molla, dove nessuno prende l'unica decisione utile al Paese, la riduzione del costo del lavoro, Matteo Renzi preme sull'acceleratore dei presunti tagli ai costi della politica illustrando la sua idea di Senato a gratis, tanto per tenere a bada le percentuali di voto che gli verrebbero dai grillini pentiti e/o indecisi. Il nuovo ramo del Parlamento dovrebbe essere, secondo le sue intenzioni, composto da "150 persone, di cui 108 sindaci di comuni capoluogo, 21 presidenti di Regione e 21 esponenti della società civile" ha spiegato il segretario del Pd. Il nuovo Senato non sarà elettivo e sarà senza indennità. Gli esponenti della società civile "saranno scelti temporaneamente dal presidente della Repubblica per un mandato". Il Senato "non vota il bilancio, non dà la fiducia, ma concorre all'elezione del presidente della Repubblica e contribuisce all'elezione dei rappresentanti degli organi europei". Altro capitolo le città metropolitane. "Questo è l'anno in cui o i problemi si risolvono o basta parlare di città metropolitane''. La riforma per l'istituzione delle città metropolitane sarebbe importante ma "da trent'anni sono una barzelletta" ha bacchettato il segretario del Partito Democratico. "Sono trent'anni che se ne parla - ha continuato - da venti sono state costituzionalizzate, ma sono rimaste un oggetto misterioso, anzi, le riforme le hanno mortificate". Ha sostenuto Renzi, convinto che questa sia una "straordinaria occasione per le riforme. Non basta più accarezzare i problemi, è finito il tempo. Spero che il 2014 sia l'anno in cui la politica esce dalla dimensione in cui i problemi si accarezzano per entrare in quella in cui i problemi si risolvono". 
Altrimenti meglio andare subito al voto... carpe diem, carpe suffragium!

"A me conviene votare, ma all'Italia no! Siamo a un passo da una riforma storica:  Senato, province, legge elettorale, titolo V." La risposta di Matteo Renzi su Twitter

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