In Italia non si campa più: prendo la pensione e scappo via!

Bella e impossibile! L'Italia bella, bellissima, stupenda, "Unica", come scrive l'ex ministro Passera nel logo del suo nuovo partito, ma impossibile da vivere. Qui da noi la qualità della vita è troppo scadente. Sovraffollamento, traffico e smog per chi vive nelle grandi metropoli, mancanza di mezzi e strutture adeguate per coloro che abitano le periferie del Paese, e dappertutto un minimo comune denominatore: troppa burocrazia, troppe tasse, pochi servizi, stipendi e pensioni inadeguati al costo della vita. Perciò sono molti gli italiani che liberi da impegni lavorativi e familiari fuggono dal Belpaese alla ricerca di un posto dove vivere un’esistenza dignitosa, ricominciare una vita nuova spendendo fino ad un terzo di quanto costerebbe vivere in Italia.
Così una pensione che da noi sarebbe appena sufficiente per sopravvivere, consente di godersi la vita in qualche paradiso terrestre a basso costo. A descrivere il fenomeno è un'indagine di "Latitudes Travel Magazine" la più nota testata online dedicata ai viaggi e al turismo. Ebbene, le mete più gettonate dai pensionati italiani iscritti all'Aire (Anagrafe degli italiani residenti all'estero), sono il Marocco e la Tunisia, in cui risiedono circa tremila nostri connazionali, dove il clima è mite, la copertura sanitaria completa e con circa 400 euro mensili si conduce una vita agitata. La Tailandia e le Filippine, dove rispettivamente risiedono circa duemila e mille italiani, offrono numerose località da sogno dove per vivere sono sufficienti 500 euro mensili. Nella lista delle mete preferite non potevano mancare i Caraibi, ad esclusione di Cuba per le difficoltà politiche e burocratiche. Due sono le mete più amate dai nostri connazionali, tanto che decidono di stabilirvisi: la Repubblica Dominicana, scelta da oltre cinquemila pensionati italiani, e il Costa Rica, che ne conta circa quattromila, grazie all'ottimo clima ma soprattutto i bassi costi della vita. Però la maggioranza degli italiani over 60 che sposta la residenza all’estero, non se la sente di tagliare definitivamente i ponti col Vecchio continente e sceglie, comunque, una località europea. In questo senso hanno deciso ben 225mila nostri connazionali anziani. Ben 13mila ora abitano in Spagna e circa 10mila in Grecia. Escludendo le località turistiche e le grandi città dove il costo della vita è sì inferiore al nostro ma comunque elevato. In questi due Paesi con un reddito di mille euro al mese si riesce a condurre una vita agiata. E ne possono bastare anche meno per campare più che dignitosamente, senza dover accettare rinunce mortificanti. In questa direzione si trovano le Canarie che offrono condizioni particolarmente vantaggiose. Grazie al regime fiscale accordato con Decreto regio alla “Zona Especial Canaria” un pensionato con un assegno di 1000 euro mensili ne prenderebbe 1.140. L’Iva è al 5%, un litro di benzina si paga 1,08 euro, le Marlboro stanno a 2 euro e 30 centesimi, e al ristorante, parliamo di un pasto completo inclusa la birra, gli antipasti e il digestivo, si mangia con 10 euro e 50 centesimi. L’importante è tenersi lontani dai locali per soli turisti dove i prezzi sono decisamente più alti. Senza contare l’azzeramento per il costo del riscaldamento a certe latitudini: in prossimità del 28° parallelo, termosifoni, caldaie e trapunte sono oggetti del tutto sconosciuti. Ma per chi è disposto a osare di più ci sono Paesi in cui si può stare bene anche con 500 euro. A Isla Margarita, ad esempio, uno dei posti più belli del Venezuela dove lo stipendio medio raggiunge a fatica l’equivalente dei nostri 200 euro, si può andare a cena fuori una sera sì e l’altra pure, comprarsi una barca al posto dell’automobile perché per spostarsi conviene prendere il taxi che non costa mai più di 3 o 4 euro a corsa. Ma se proprio non si vuole rinunciare alle quattro ruote hai voglia a farne di strada con la benzina che sta appena ad 11 centesimi al litro! 

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