Italiani sempre più poveri e schiacciati dalle tasse.

Il rapporto "Noi Italia" dell'Istat è di un catastrofismo tale da far tremare le vene ai polsi: tassazione record e servizi da terzo mondo! L'unica cosa che funziona nel Belpaese - si fa per dire - sono "le automobili", che nelle metropoli si accalcano una sull'altra, massacrando i polmoni e rendendo impossibile qualsiasi spostamento (parcheggi e traffico sono da paranoia), e i "prodotti agro-alimentari di qualità", peccato però che questi ultimi finiscano quasi tutti all'estero e sulle nostre tavole arrivino prodotti d'importazione che vengono solo lavorati e/o assemblati in suolo patrio! Comunque ecco i numeri dell'Istat. Numeri che dovrebbero spingere l'attuale classe dirigente del Paese a "fare qualcosa". Numeri che i cittadini italiani, invece, conoscono fin troppo bene, dacchè sono numeri che vivono tutti i giorni sulla propria pelle! 
24,9% famiglie con disagio economico. In Italia una famiglia su quattro è in una situazione di ''deprivazione'' ovvero ha almeno tre dei 9 indici di disagio economico come ad esempio non poter sostenere spese impreviste, arretrati nei pagamenti o un pasto proteico ogni due giorni. L'indice è cresciuto dal 22,3% del 2011. 
Solo 6 su 10 a lavoro tra 20-64 anni, lontani target Ue. In Italia lavorano solo 61 persone su 100 tra i 20 e i 64 anni un livello che è ancora di 14 punti inferiore al target europeo 2020 (75%). Nel 2012 per le donne occupate il dato è ancora peggiore (solo il 50,5%). Peggio dell'Italia fanno solo Spagna (59,3%) e Grecia.
Spesa sanitaria famiglie pari a 1,8% Pil. Nel 2011 le famiglie italiane hanno contribuito con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari al 20,6% (oltre -2% rispetto al 2001). La spesa sanitaria delle famiglie rappresenta l'1,8% del Pil nazionale, e ammonta mediamente a 949 euro per le famiglie del Mezzogiorno e a 1.222 euro per quelle del Centro-Nord. 
Spesa sanità pubblica Italia molto più bassa paesi Ue. La spesa sanitaria pubblica corrente dell'Italia nel 2012 (dato provvisorio) è stata di circa 111 miliardi di euro, pari al 7% del Pil e a 1.867 euro annui per abitante: un valore di molto inferiore rispetto a quello di altri importanti paesi europei. 
Italia sotto media Ue per posti letto ospedalieri. Stretta tra tagli e riorganizzazione, la sanità italiana ricorrentemente vede ridursi posti letto ospedalieri e ospedali. Un obiettivo raggiunto che ci vede in Europa ai livelli più bassi, insieme a Portogallo, Spagna, Regno Unito, Irlanda, Svezia. 
Italia seconda in Ue dopo Germania per indice vecchiaia. L'Italia non è il Paese più "vecchio" d'Europa: a superarci è la Germania, che con 155,8 anziani ogni 100 giovani sbaraglia il nostro pur rispettabile indice di vecchiaia (148,6). 
Primato mortalità infantile Sicilia, Campania e Lazio. Sicilia, Campania e Lazio sono le regioni italiane con il più alto tasso di mortalità infantile. Rispetto alla media nazionale di 3,3 decessi per mille nati vivi, registrata nel 2010, in Sicilia è di 4,8, in Campania di 4,1 e nel Lazio di 3,9. Tuttavia il nostro Paese vanta uno dei valori più bassi in Europa, in calo continuo dal 2000, anche se negli anni più recenti c'è stato un rallentamento di questo trend. 
Il 21,7% dei 30-34enni ha laurea, obiettivo é 40%. I laureati in Italia sono una percentuale ancora bassa rispetto all'obiettivo fissato dall'Europa. Se infatti ha conseguito un titolo di studio universitario (o equivalente) il 21,7% dei 30-34enni e nel periodo 2004-2012 si registra un incremento di 6 punti percentuali, la quota è ancora molto contenuta rispetto all'obiettivo del 40% fissato da Europa 2020. 
In Italia 62 auto ogni 100 abitanti, tra top nel mondo. L'Italia è tra i paesi più motorizzati in Europa con 62 auto ogni 100 abitanti, seconda sola al Lussemburgo e tra i luoghi con più vetture nel mondo.  ''Il numero di autovetture ogni mille abitanti (tasso di motorizzazione) - scrive l'Istat - se da un lato rappresenta un indicatore positivamente associato allo standard di vita di un paese, dall'altro consente di misurare l'impatto negativo sulla congestione del sistema viario riconducibile soprattutto alla densità delle autovetture presenti. Il tasso di motorizzazione in Italia è passato da circa 501 autovetture ogni mille abitanti nel 1991 a circa 621 nel 2012, uno dei tassi più alti del mondo e il secondo nell'Ue27. Su cento autovetture in circolazione nel nostro Paese nel 2012, 12 sono in classe Euro5, 34 in classe Euro4, 20 in classe Euro3, 17 in Euro2, cinque in classe Euro1 e le rimanenti 12 in classe Euro". 
Italia prima in Ue per marchi qualità agroalimentare. L'Italia è il primo Paese in Europa per prodotti agroalimentari con marchi di qualità.

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