IIIª REPUBBLICA: dai partiti alle corporazioni, a colpi di scissioni.

Il bipolarismo è morto e sepolto! In un Paese eternamente diviso in bianchi e neri, guelfi e ghibellini, comunisti, fascisti e democristiani, berlusconiani e alfaniani, renziani e dalemiani, grillini e dissidenti-espulsi, e chi più ne ha più ne tiri fuori, non era immaginabile neppure dal più convinto degli ottimisti che durasse più di tanto la politica dei “grandi contenitori” di centro-destra e di centro-sinistra. 
Dopo la scissione del Popolo delle libertà in mille rivoli, dopo le espulsioni dei 5stelle a colpi di web e le congenite divisioni che da sempre hanno caratterizzato e che quanto prima continueranno a stigmatizzare una sinistra italiana mai unità, il rischio, per taluni, la benedizione, per altri, è che si vada sempre di più verso un parlamento frammentato in mille partitini. 
Molto probabilmente, alla faccia del bene comune e degli ideali condivisi, assisteremo alla nascita o meglio alla riesumazione delle vecchie Corporazioni, dove ognuno siederà sugli scranni parlamentari senza l’ipocrisia celata dietro l’insegna ormai spenta e sbiadita del “Per il Bene del Paese”, ma per rappresentare e portare avanti le ragioni e gli interessi della propria parte, della propria categoria. 
Niente di meno improbabile, allora, che ritrovarsi alle prossime elezioni politiche, se-come-quando ci saranno, il partito degli avvocati, quello dei medici, dei commercialisti e degli imprenditori, ma forse - anzi senza forse - questi già sono largamente presenti a Montecitorio, ma oltre a questi pure il movimento degli agricoltori, quello di falegnami, idraulici ed elettricisti, e forse finalmente anche il partito della “Signora Maria” e quello delle “buste paga” d’Italia... povera Italia, serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!!!

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