Non si muove foglia che Troika non voglia!

“Se una signora anziana ha messo da parte 100mila euro in Bot non credo che se le togli 25 o 30 euro ne avrà problemi di salute. Vediamo". Il governo Renzi deve ancora presentarsi alle Camere e già incappa nel primo “incidente” di un percorso che, baipassando le urne, dovrebbe portarlo fino al 2018! Intervistato in tv il braccio destro del premier, Graziano Delrio, annuncia che fra i primi provvedimenti potrebbe esserci un aumento della tassazione sui risparmi degli italiani, compresi i Bot. Ma è tassando i risparmi della "signora anziana" che il governo pretende di trovare le risorse necessarie ad “un serio taglio” delle tasse e far ripartire il motore Italia? Tutti sanno fin troppo bene che da un tale provvedimento arriverebbero risorse che a stento riuscirebbero a coprire i soli costi di Palazzo Chigi! La motivazione che spingerebbe il governo ad un tale passo è che in Italia le rendite finanziarie sono tassate al 20%, mentre i Bot godono di una tassazione agevolata al 12,5%. Peccato, però, che i rendimenti sui Titoli di Stato siano talmente bassi che una loro ulteriore tassazione porterebbe la "signora anziana" tirata in ballo dal neo ministro ad investire i suoi soldi non più in Bot, ma a lasciarli sotto il materasso!  La proposta ha scatenato un vespaio di polemiche. Mara Carfagna di FI twitta: “E la solita sinistra delle tasse”. E la Lega rincara: “Un'idea demenziale e suicida”. Critiche però vengono anche dalla maggioranza: “Non si può più procedere con il fallimentare sistema di un aumento della pressione fiscale” commenta Schifani del Ncd. Così Palazzo Chigi è costretto a intervenire con una nota che precisa, ma non smentisce, una revisione delle aliquote: “Non sono previste nuove tasse”, l'orizzonte è “una riduzione della pressione fiscale attraverso una rimodulazione delle rendite finanziarie e delle tasse sul lavoro". Chiarito l'incidente, Matteo Renzi intende partire subito con le riforme. Sfoltire la burocrazia, abbassare le tasse sul lavoro, e rilanciare l'economia. Attento a non perdere il suo target di politico vicino alla gente, il premier, non votato dalla gente, passa parte della domenica in famiglia, va a messa senza scorta e poi twitta rispondendo ai cittadini. “Niente spot, ma concretezza” scrive e poi parte per Roma per lavorare al discorso che terrà oggi al Parlamento, ma non prima di aver sentito al telefono la cancelliera tedesca Angela Merkel!  E il messaggio in codice lanciato dal commissario agli Affari economici Olli Rehn al neo ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan fa capire che aria tira: "Il nuovo ministro dell’Economia sa cosa deve essere fatto", ha detto dal G20 di Sydney. Lo stesso hanno fatto oggi il governatore della Bce Mario Draghi e il numero uno della Banca d'Italia Ignazio Visco rivolgendosi direttamente a Renzi: "Sono in molti a sapere cosa fare...". Insomma cambiano gli uomini, cambiano i governi, ma i debiti da pagare restano tutti lì, con l'amara consapevolezza che senza il permesso della Troika non si può fare proprio un bel niente in questo Paese, oggi più che mai sotto l'egida di Bruxelles, se non continuare a spremere, come prima e più di prima, il popolo bue!

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