Qual'è il reddito ideale? 27 mila euro all'anno!

"Se potessi avere mille lire al mese...", cantavano i nostri nonni! Ma oggi, con l’euro che ha dimezzato il potere d’acquisto di lavoratori dipendenti e pensionati, quanti soldi occorrono per essere… felici? Né troppi, né pochi. Quanto basta, come si dice per ‘sale e pepe’ nelle ricette di cucina!!! La giusta dose per la felicità a livello monetario è quella di un reddito pari a circa 27 mila euro all’anno. E udite, udite, oltre questa cifra di reddito pro capite il grado di soddisfazione inizia a decrescere. Così si spiegherebbero i musi lunghi e le facce depresse dei nostri parlamentari e dei top-manager strapagati sia nel pubblico che nel privato! Quindi nei paesi più ricchi “la felicità” della popolazione non sarebbe più elevata. Lo rivela lo studio pubblicato su Plos One da due economisti italiani, Eugenio Proto del Centre for Competitive Advantage in the Global Economy alla University of Warwick, e Aldo Rustichini, della University of MInnesota. Gli esperti hanno utilizzato i dati sui livelli di soddisfazione nei vari paesi raccolti nella World Values Survey e incrociato queste informazioni con quelle dei Pil pro capite, raggruppando i diversi paesi per fasce di Pil. È emerso ovviamente che in paesi con reddito pro capite molto basso il grado di soddisfazione è basso e che la felicità della popolazione cresce al crescere del Pil pro capite. Ma la sorpresa è stata che oltre un valore di Pil pro capite di 36 mila dollari la curva dei livelli di soddisfazione non sale più, anzi inizia a scendere, segno che i paesi più ricchi non sono quelli in cui abitano le persone più felici. «La nostra analisi - dichiara Proto - porta ad una scoperta davvero sorprendente, non riportata prima, che la soddisfazione appare attenuarsi oltre un certo livello di ricchezza. Nel nostro studio vediamo che questo è dovuto al grado di aspirazione nei paesi più ricchi. Man mano che la ricchezza di un paese cresce, crescenti Pil portano ad aspirazioni maggiori da parte della popolazione. Si crea il desiderio di avere di più quando tutto intorno a sè si vedono ricchezza e opportunità. Ma questo divario di desideri - la differenza tra il reddito reale e quello che ciascuno vorrebbe avere - consuma la soddisfazione. In altre parole - conclude - ciò cui aspiriamo a diventare è un obbiettivo mobile che si muove più velocemente nei paesi più ricchi, causando di fatto una riduzione della felicità».

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