Un piano da 400 miliardi per ridare energia agli italiani.

di Corrado Paasera. La cosa più bella del lavoro di questi mesi è il numero di proposte forti e fattibili che sono emerse. Parlando con persone vere, con imprenditori e amministratori pubblici, con rappresentanti del mondo delle professioni e dei mestieri, con servitori dello Stato a tutti i livelli e in tutte le parti d'Italia, gente della cultura e dello spettacolo, è venuta fuori una formidabile voglia di farcela, di mettersi in gioco, di impegnarsi. In Italia c'è tanta energia repressa, tanta passione creativa. Sono tantissimi gli Italiani di ogni età che vogliono sentir parlare di responsabilità, di competenza, di merito, di trasparenza. La voglia di futuro si trova in tutte le età, anche nei meno giovani.

Si può rilanciare la nostra economia e creare occupazione. Lo si può fare mobilitando fino a 400 miliardi e aprendo il mondo del lavoro. E lo si può fare riducendo le tasse insieme alle spese pubbliche. Non basta più parlare di tagli, e non bastano nemmeno i pizzicotti di tanto in tanto, lo abbiamo visto in questi anni. Bisogna dare un calcione alla recessione e fare arrivare soldi veri in tasca alle famiglie e alle imprese. Con un po' di coraggio si possono mobilitare risorse che non si è voluto neppure immaginare negli ultimi anni. Parlo di 400 miliardi, non 4 che è la portata dell'ultima Legge di stabilità! Se si muovono risorse che corrispondono al 20-30% del nostro Prodotto Interno Lordo allora sì che l’Italia torna a girare e lo si comincia a sentire sia nei consumi, negli investimenti, nel credito. Si può. Utilizzando strumenti che altri Paesi hanno già usato. Come?
Cominciamo a rimborsare subito 100 miliardi di debiti commerciali scaduti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese. Il modo per farlo ci sta e in Spagna lo hanno dimostrato. Usiamo 20-30 miliardi dell'immenso patrimonio pubblico per capitalizzare la società che dovrà anticipare le somme ai creditori. Non è tollerabile che centinaia di migliaia di imprese rischino di fallire e siano costrette ad indebitarsi - quando ci riescono - per fare loro da banca allo Stato! Togliere di un sol colpo cento miliardi di debiti e relativi oneri finanziari a molte imprese, cambierebbe di molto l’umore loro e di chi ci lavora! 
Mettiamo nelle tasche delle famiglie fino a 100 miliardi nei prossimi tre anni. E’ una proposta concreta e fattibile. Cominciamo a mettere in busta paga dei lavoratori il TFR che si matura da ora in avanti: netto, senza oneri fiscali nè contributivi: ciascuna famiglia decida poi se vuole disporne subito o risparmiarlo per il future. Una mensilità in più, oggi potrebbe fare la differenza per molte famiglie! 
Mettiamo a disposizione delle aziende e dei lavoratori la possibilità di contrattare fino a due ulteriori mensilità senza oneri fiscali e contributivi a fronte di forti aumenti di produttività (es. 80 ore all'anno in più pagate il doppio).
Mettiamo in circolazione fino a 200 miliardi di credito a famiglie e imprese. Anche qui possiamo guardare ad un caso europeo di successo, quello tedesco dove hanno potenziato e messo in condizione di operare "alla grande" la loro Cassa Depositi e Prestiti. Ovvero la banca pubblica per gli investimenti. È uno strumento formidabile, in Italia per ora sottoutilizzato, che, con una governance adeguata, potrà intervenire anche nei confronti di imprese e famiglie. Anche in questo caso usiamo 20-30 miliardi di patrimonio pubblico per ricapitalizzare la Cassa e le sue società.
Mettiamo in moto e acceleriamo anche 150 miliardi di investimenti per il futuro del nostro Paese, per esempio in Infrastrutture, Ricerca e Innovazione:
50 miliardi di cantieri sono già stati finanziati nel corso del 2012 e si tratta solo di accelerarli. Il paradosso è che i soldi in molti casi in Italia ci sono: non si tramutano in posti di lavoro per menate burocratiche e pigrizie.
40 miliardi di lavori possono essere finanziati dai Fondi Strutturali Europei se smettiamo di buttarli via in mille rivoli: non consulenze, ma cantieri, non convegni ma ferrovie! Pensate cosa vorrebbe dire per lo sviluppo del Sud avere una rete ferroviaria moderna!
30 miliardi possono venire da investimenti privati in Ricerca e Innovazione stimolati da un grande credito di imposta pluriennale, finanziato anch’esso con i Fondi Strutturali.
30 miliardi possono venire da investimenti che si autofinanziano: nuova illuminazione pubblica ed efficienza energetica negli immobili pubblici che si pagano con i risparmi creati, infrastrutture che si pagano con la defiscalizzazione delle concessioni, recupero del dissesto idrogeologico che si paga con i mancati costi dei disastri che evitiamo.

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