Renzi è in ritardo sui compiti della Ue e la Troika lo bacchetta!

L’EUROPA ci paragona a Croazia e Slovenia e retrocede quel che un tempo fu il Belpaese a Paese con “squilibri macroeconomici eccessivi”.
LA TROIKA non dimentica i nostri debiti, ma ce li rimette con gli interessi, ridandoci il nostro calcione quotidiano.
Richiama al dovere Matteo Renzi dettandogli i compitini da far svolgere in "casa-Iatlia" ai "soliti noti" non senza "regolari resoconti al Consiglio e all’eurogruppo". "Invitiamo il nuovo governo ad affrontare gli squilibri che richiedono urgenti politiche", ha tuonato il commissario agli affari economici Olli Rehn, che ha poi spiegato: "L’Italia ha fatto progressi verso il raggiungimento dell’obiettivo di medio termine dei conti pubblici” - ma nonostante le ultime spremute ai danni dei soliti noti - aggiungiamo noi - "l’aggiustamento strutturale per il 2014 appare insufficiente", soprattutto alla luce della "necessità di ridurre il debito ad un passo adeguato". 
E Renzi da Siracusa, tra un buffetto ai bambini della scuola Raiti, che lo ricevono allineati e coperti con un coretto di benvenuto: "Matteo! Matteo! Matteo!", stile vecchie adunate di Mussolini con i "figli della Lupa - libro e moschetto Balilla perfetto", una promessa agli insegnanti, una strizzatina d'occhio agli imprenditori, "No tavoli, please, only e-mail", e una pacca sulle spalle ai suoi ex colleghi sindaci, batte i tacchi e si genuflette alla Troika: "Mercoledì presenterò il piano casa: non ce la facciamo venerdì, lo stiamo rivedendo. E presenteremo anche il Jobs act e le misure per la scuola, misure che mettiamo tutte insieme per non incatenare i sindaci, ma scatenarli. Mi prendono in giro perché annuncio una misura al mese, ma non c'è alternativa: o proviamo a fare misure choc di cambiamento o sprechiamo la ripresa come abbiamo già sprecato la crisi.".
Promette mari e monti un pò a tutti, racconta le solite storielle agli scolaretti per prendere gli applausi, mentre da fuori arrivano i fischi e le pernacchie dei genitori che lo accusano di avere il naso più lungo di quello di pinocchio.
Finito lo show, cala il sipario sulla Sicilia: “Torno a Roma felice perché so di poter contare sui bambini di Siracusa". Poveri bimbi così ingenui ed innocenti, presi per i fondelli a quel modo, e povera Italia con gli italiani sempre più poveri, depressi e rassegnati... Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!!!

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