Gli italiani rivogliono la Lira!

L’Europa così com’è non piace a nessuno, tranne ai tedeschi di Angela Merkel che con l'euro la fanno da padroni nel Vecchio continente. Qui non c’entra niente la destra o la sinistra, ciò che resta di Berlusconi o quello che avanza di Renzi! Le chiacchiere stanno a zero e la verità è una sola: da quando l’Italia è entrata nell’Euro gli italiani che campano di stipendio e pensioni, gli italiani che intraprendono, producono e commerciano onestamente, sono diventati tutti più poveri! 
Il debito pubblico e la disoccupazione giovanile hanno raggiunto i massimi storici e ci sono centinaia di piccole e medie aziende che ogni giorno alzano bandiera bianca arrendendosi di fronte al plotone d’esecuzione di un fisco che toglie tanto, troppo, con la scusa di restare in Europa, senza restituire nulla ai contribuenti in termini di servizi pubblici ed efficienza dello Stato! 
Oggi, trovare un lavoro dignitoso, mettere su famiglia, aprire un’attività o comprarsi casa è roba d’altri tempi: tempi nei quali c’era ancora la vecchia, cara Lira! 
E allora dalla genteperbene del Paese si alza un solo grido: "Ridateci la vecchia Lira!". 
Gli italiani, in proposito, hanno le idee ben chiare. L'euroscetticismo in Italia continua a sedurre gli elettori che in vista delle europee del mese di maggio sono pronti a dare uno  scossone alla Troika rivendicando il ritorno alla vecchia valuta nazionale. L'istituto di rilevazioni "Datamedia" ha chiesto agli italiani, se l'uscita dalla moneta unica possa rappresentare un fatto positivo. Ebbene quasi sei italiani su dieci hanno detto sì. Nel dettaglio il 58,1%. Un dato ancor più rafforzato dalla distanza tra il sì e il no, ben il 22%. 
Ormai la percezione diffusa è che una delle cause principali di questo profondo ed insanabile malessere sia proprio la moneta unica
Insomma, a quanto pare, la vocazione europeista degli italiani è ormai al capolinea. Anche le rilevazioni per le elezioni del 25 maggio parlano chiaro. I partiti euroscettici sono in trend positivo. A due mesi dal voto europeo solo quattro partiti supererebbero la soglia del 4%. Il Pd (fermo al 30,5%), M5S (stabile al secondo posto con il 24,0%), Forza Italia (20,5%). 
Dopo i risultati delle elezioni francesi che hanno decretato il trionfo della Le Pen, ora il vento antieuropeista bussa con prepotenza anche alle porte del Belpaese. Per respingerlo non è sufficiente l'una tantum degli 80 euro in busta paga promessi dal governo-Renzi: ce ne vogliono almeno altri 800 per pareggiare il conto dello sciagurato ingresso in Europa combinato dal tandem "Prodi-Ciampi" al prezzo di 1936,27 lire per 1 solo euro!

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