Mercoledì la P.A., con un pensiero affettuoso agli amici gufi.

Se bastasse una sola parola, “riforma”, per cambiare verso ad un'Italia allo sbando, bè allora potremmo tutti "cinguettare" vittoria, come fa il premier su Twitter per avere finalmente varato la madre di tutte le riforme, La Riforma della Pubblica Amministrazione: “Mercoledì la P.A., con un pensiero affettuoso agli amici gufi”.
Così Matteo Renzi twitta l’ultimo dei suoi spot, "Mercoledì la P.A.", che ha cambiato “verso al modo con il quale si è affrontato finora il nodo della pubblica amministrazione”, mettendo la sordina ad un sindacato ancora alla ricerca della perduta rappresentanza e che è stato sì ascoltato da Palazzo Chigi, ma senza aprire nessun tavolo di trattativa. Le opinioni delle organizzazioni sindacali e del mondo del lavoro sui contenuti della riforma potrebbero essere raccolte dal governo solo in secondo momento, a giochi fatti, in data da destinarsi e a debita distanza: via web, con una consultazione on line.
La concertazione, insomma, non c’è stata e non ci sarà!
Ma oggi abbiamo la P.A. di Matteo Renzi e domani 1° Maggio si terrà, comunque, il tradizionale Concerto di Cgil, Cisl e Uil che se la cantano e se la suonano sul palco di Piazza San Giovanni, mentre il mondo del lavoro affonda, per manifesta incapacità delle organizzazioni sindacali di rispondere alla domanda di lavoro che non c'è e che quando c'è non è più tutelato nei suoi diritti e garantito da salari dignitosi. 
Va da sè che il successo dello s-Concerto è garantito dall'incazzatura bipartisan dei lavoratori e dei disoccupati 
Di fatto, le opinioni del Sindacato, un tempo sì caro alla Sinistra, poco contano e altrettanto poco interessano al governo Renzi che va dritto per la sua strada, quella degli 80 euro in busta paga che portano all'incasso dei voti alle elezioni europee, ma non certo alla reale e concreta risoluzione dei problemi che affliggono il pubblico impiego.
E - Brunetta docet - il governo Renzi, armato di chiacchiere, riapre il fronte contro i fannulloni: "L'obiettivo è beccare i fannulloni e farli smettere e valorizzare i tanti non fannulloni dando un premio a chi non è fannullone incentivando gli scatti di carriera e magari lo stipendio". 
Obiettivo giusto, sacrosanto e pienamente condivisibile se solo il governo si degnasse di illustrare modo e maniera per centrarlo! 
I contenuti della Riforma della Pubblica Amministrazione, appaiono solo delle armi spuntate con le quali il governo pretende di abbattere il dinosauro della burocrazia italiana: tetto agli stipendi dei dirigenti ricompattati in un ruolo unico, premi legati per una parte alla valutazione delle performance, per un’altra all’andamento dell’economia nazionale. E poi via libera alla “staffetta generazionale”: dentro i giovani disoccupati e a casa i travet prossimi alla pensione, sotto il segno della spending-deppiù!!! 
Ma non finisce mica qui! Udite, udite… ogni cittadino avrà un codice “Pin” per accedere a tutti i disservizi della P.A. 
Insomma, oggi è mercoledì, e... "Mercoledì la P.A., con un pensiero affettuoso agli amici gufi."!
Oggi è la svolta buona che con "un alzati e cammina" pretende di rimette in piedi il cadavere della P.A.
L’Italia cambia verso e invece di crollare a destra, frana a sinistra! 
Ma nel bel mezzo del terremoto tutti i cittadini saranno dotati di un codice “Pin” per segnalare ogni smottamento al primo ministro che di notte twitta spot elettorali e di giorno minaccia di andarsene se glieli bocciano: “Via il Senato o mi dimetto”! 
E allora in tutti noi - che non siamo gufi, ma neppure merli da gabbare a colpi di twitter - come d’incanto, sale un’insana e inconsapevole simpatia non solo per Palazzo Madama e i suoi senatori, compresi quelli a vita, ma anche per gli stipendi d’oro dei dipendenti del Senato!

1 commento:

  1. Invece di fare annunci e far perdere tempo alle amministrazioni nel dover attuare una serie di disposizioni inutili e dispendiose, il premier dovrebbe applicare le norme esistenti e cercare di lavorare sulla riorganizzazione della macchina statale, fare delle valutazioni vere del personale e dei dirigenti, cercare di incentivare i dipendenti con il cosiddetto dividendo dell’efficienza introdotto durante il governo Berlusconi.

    Se farà questo avrà tutto il nostro appoggio. Gli annunci di Renzi sulla riforma della Pa sono pieni di cose già esistenti vendute per nuove. La licenziabilità dei dirigenti già esiste, come esiste nel nostro ordinamento la possibilità di licenziare i dipendenti pubblici. Il ruolo unico della dirigenza é stato già sperimentato da Bassanini quindici anni fa e provocò più’ danni che benefici, tant’é che dopo due anni si ritornò indietro. Comunque, a causa del contenzioso, costò non poco alle casse dello Stato. La mobilità obbligatoria é una norma già esistente, ma non viene utilizzata dalle amministrazioni per la resistenza delle organizzazioni sindacali

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