Una canna di troppo...

di Vincenzo Andraous. Una ragazzina s’è sentita male a scuola, una canna di troppo l’ha obbligata in orizzontale, è finita sull’ambulanza e poi in ospedale. Una minorenne ha comprato la sua dose dietro quell’angolo mai troppo celato, come accade ultimamente vicino alle scuole, dentro le scuole, fin dentro la classe. Una giovanissima ne ha fatto uso, badate bene, non ho detto abuso, ne ha preso qualche tiro la mattina, ma come qualcuno ostinatamente persiste a ripetere, è importante farlo responsabilmente, consapevolmente, tant’è finita su un lettino del pronto soccorso. Una adolescente che sentenza della Consulta o meno, non sarà mai autorizzata a comprarla legalmente, neppure in tempo di spaccio statuale. 
Di fronte a questo scempio di dignità calpestata, di libertà prese a calci in bocca, c’è chi pervicacemente porta avanti la tesi di un uso responsabile della roba, come a dire: fumatela bene, fatelo con giudizio, sarete al sicuro, non potrà accadere niente di spiacevole, c’è addirittura chi propende per fare svolgere un’ora di ricreazione scolastica per formare al consumo responsabile della canapa. A questo punto non ha più alcuna importanza se qualcuno per fare del ribellismo spicciolo, userà l’insulto per arginare la propria disonestà intellettuale, non me ne può fregare di meno beccarmi del proibizionista, del rigorista, del moralista. Quel che mi interessa è mettere al bando le chiacchiere, le bugie, le mistificazioni, i sofismi che vorrebbero coniare nuove argomentazioni filosofiche a supporto di una droga buona, di una droga normale, insalutare quanto un bicchiere di vino, un pacchetto di sigarette. Come diavolo è possibile sostenere che lo spinello non crea danni, non mette nei guai chi già è nei guai di un’età respingente. Come non dare conto ai tanti e troppi sì, a discapito dei pochi e vituperati no, come non sbatterci il muso in quel tempo da dedicare agli altri che non c’è mai, quel tempo che invece occorre trovare necessariamente per non dovere correre in ospedale a sincerarsi delle condizioni dei propri figli. Con quale correttezza interiore è dapprima sottaciuta, poi licenziata sbrigativamente la risposta scientifica che indica la cannabis come droga che fa male, che crea dipendenza, contamina il sistema nervoso, con il rischio di diventare malattia se già non lo è. 
Quella ragazzina, quegli altri giovanissimi, sono ritornati a casa, rincoglioniti e spaventati, fortunatamente vivi, quelli che hanno venduto la dose sono stati presi, la nuova pratica degli adolescenti che comprano, vendono, guadagnano, poi ricomprano per uso proprio e per spacciarla, ha esteso radici profonde, in questo modo a casa non spariranno più ori e danari, non si chiederanno più troppi soldi, evitando sospetti e tensioni.
Qualcuno vada a dirlo ai genitori di quella ragazzina, che vietare, proibire, equivale a moltiplicare trasgressioni e devianze, fatturoni e Peter Pan di periferia, vadano a dirlo a loro che non è niente di più e niente di meno di una bevuta di buon vino. Ripetano a quegli adulti che quanto accaduto alla loro bambina è semplicemente un “evento critico”, ma questo/i sacrifici consentiranno di battere le mafie, faranno diminuire i tossicodipendenti, risolveranno il sovraffollamento quale problema endemico dell’Amministrazione Penitenziaria. Vadano a dirlo a loro, confidando sulla buona sorte che ha risparmiato una vita, perché fosse andata diversamente, a quella porta nessuno avrebbe fatto sosta né passaggio, unicamente ammenda.

6 commenti:

  1. Sono episodi singoli come singoli possono essere gli incidenti stradali, le gare motociclistiche( e negli ultimi tempi se sappiamo tutti qualcosa), automobilistiche e via via discorrendo se vogliamo restare coerenti su questo piano.
    Se poi consideriamo che piu' spesso il principio attivo di questa pianta e piu' spesso maggiore del livello si sopportazione di un singola persona e dell'uso che ne fa , sia pure raramente , allora ne possiamo trarre le piu' che dovute conseguenze.
    L'uso di questo farmaco puo' essere controllato solo se legalizzato poiche' prima di essere immesso in commercio si sa' che occorre tarare la sua capacita' e regolamentare entro limiti sopportabili il principio attivo, rendendolo non necessariamente ne tanto invasivo quanto meno pericoloso.Se poi questa farmaco venga usato per malattie che necessitano di una terapia , allora ben venga
    L'unico neo da evidenziarsi e' l'uso periodico o spregiudicato che se ne voglia fare.
    Naturalmente il mio e' solo un appunto, personale

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  2. Io sono per la libertà a 360 gradi e quindi libertà anche per chi vuole farsi una canna che certo non uccide nessuno!

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  3. Legalizzare le droghe leggere per tagliare la testa delle mafie e dei narcotrafficanti.

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  4. libera mariuana in libero stato!

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  5. Una canna non ha mai ucciso nessuno. Miete più vittime l'alcol che una tirata, statene pure certi!

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    1. Certo!!! mieta piu' vittime l'alcool che una semplice canna, sempre se il singolo/ comunitiva poi non faccia uso di altre sostante contemporaneamente!?

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