Grillo: Non sono Hitler! Europee voto politico, o noi o loro!

Beppe Grillo, il leader del MoVimento 5 Stelle, finalmente torna sulla Tv di Stato, non da comico, ma da leader di un movimento politico che nel giro di pochi anni, senza finanziamenti pubblici e senza sponsor, è riuscito a diventare il primo partito in Italia. E lo fa, contravvenendo alla sua idiosincrasia verso la TV, per cercare di conquistare una nuova categoria di elettori, quella che non lo segue sul web, quella dei 'telespettatori' e soprattutto dei moderati, della gente onesta e perbene di questo Paese che per fortuna è ancora maggioranza, ma che non si decide per paura o per disinformazione a cambiare registro e a votare 5stelle!
E Beppe sceglie 'Porta a Porta' di Bruno Vespa su Rai 1, la "terza Camera dello Stato", quella dove si fanno e disfano governi e alleanze.
"Non sono Hitler! Noi vinceremo e la nostra sarà una marcia trionfale!", avverte Grillo che celebra così il funerale al premier in carica. "L'ebetino è già finito - attacca rivolto a Renzi - parliamo del nulla, del niente" e questo delle europee "è un voto politico. O noi o loro".
Ma per portare a Palazzo Chigi i 5 stelle, Beppe ha bisogno di convincere coloro che guardano con diffidenza al Movimento. Per questo la prima cosa che contesta al giornalista che lo ospita in tv è una sua foto che campeggia in studio con gli occhi spiritati: "Se vedessi uno così avrei paura a votarlo anche io", si lamenta il leader del Movimento che da Vespa vuole solo rassicurare. "Senza di noi la violenza sarebbe esplosa nelle piazze. Noi abbiamo incanalato la rabbia in un movimento democratico".
Grillo ha studiato il rientro in tv in ogni minimo dettaglio: ha anche costruito un plastico, come quelli che hanno fatto la storia di Porta a Porta. Lo svela davanti alle telecamere nel cortile di via Teulada: la Rai non gli consente di portarlo in studio ("non fanno entrare le cose di plastica e poi invitano Berlusconi", ironizza) ma lui lo mostra ai fotografi. Poi a Bruno Vespa dice: "Ho un regalo per te". È un castello, quello di Lerici, che tanto lo impressionava quando era bambino. Ci sono delle segrete da cui spuntano politici, imprenditori e giornalisti. Tutti lì, Monti, Renzi, Napolitano e Vespa imprigionati in attesa del "processo on line" del Movimento alla casta. "Ci vorrà un anno ma lo faremo", annuncia e mette alla sbarra anche De Benedetti e Tronchetti Provera.
"Vinceremo le Europee e poi le Politiche e nell'attesa faremo questi processi on-line", sostiene Grillo. Poi incalza Vespa: "Sei un fossile! Tu non sei un giornalista, sei un pacchetto. Tu sei in pensione ma vendi un pacchetto. Se sono qui, è perchè è una mossa politica. Ci sono le europee". Elezioni che, assicura Grillo, il Movimento vincerà. Poi "diremo che Napolitano non rappresenta più questa Repubblica e neppure Renzi. Siamo già la prima forza politica del Paese". E al premier, che stigmatizza il suo linguaggio e lo condanna per aver alluso alla lupara bianca, replica: "E' una espressione giornalistica. Significa che questi politici sono ormai scomparsi. Monti, ad esempio, chi se lo ricorda? Un usciere della Bocconi l'altro giorno l'ha fermato e gli ha detto: lei chi è? dove va?".

Dove andranno "loro" lo decideranno gli elettori tra qualche giorno, anche se una certa idea di dove mandarli alberga da tempo nella testa della stragrande maggioranza degli italiani. E per tutti coloro che dicono, scrivono e pensano che Grillo sia un disfattista, un fascista, un dittatore, capace solo di urlare e di insultare, ci sentiamo in dovere di rispondere che il leader dei 5 stelle ha solo dato voce a quel popolo di invisibili che nulla poteva al cospetto del potere assoluto, delle mafie, delle caste e delle lobby. Grillo ha solo catalizzato il malessere generale che attraversa il Paese contenendolo dentro gli argini della democrazia e della legalità. Non ha avuto e non avrà mai ruoli istituzionali, a differenza di "lorsignori" che da 40 anni hanno monopolizzato, svenduto e svilito la nostra Repubblica.
Il M5S è fatto da persone per bene, da cittadini qualunque, gente come noi, con una peculiarità: l'ONESTA'! 
Oggi come oggi, dove scandali e ruberie sono pane quotidiano, avere portato nelle sedi istituzionali della Camera e del Senato gente libera e onesta che non ha collusioni, che no si vende, che non prende tangenti, che non accumula privilegi e regalie a 'sua insaputa', ma che addirittura rinuncia a buona parte della diaria parlamentare, è già di per se una grande vittoria. Non gettiamola alle ortiche! 
La battaglia contro la mala-politica, non è ancora conclusa. Lottiamo, votiamo uniti e compatti secondo coscienza e conoscenza, perchè l'unica cosa che può rimettere in piedi una nazione messa in ginocchio da "lorsignori" è solo la buona politica!
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PROCESSI POPOLARI IN RETE. di Beppe Grillo. L'altro ieri da Vespa non sono potuto entrare con il plastico, una palese violazione della par condicio visto che il delinquente di plastica di Arcore entra ed esce a suo piacimento dagli studi televisivi per salvare le sue aziende. Il plastico rappresentava un castello, ispirato liberamente al bel castello di Lerici che domina il golfo dei poeti in Liguria. Il castello è un simbolo, ha le sue celle, le sue segrete. Un simbolo di quello che succederà se il M5S andrà al governo. Così come non si può costruire sulle macerie, non si può edificare una nuova Italia senza sgombrare il terreno da coloro che l'hanno depredata trasformando la quinta (sesta?) potenza industriale in un deserto. Le categorie dei distruttori sono tre, i giornalisti grazie ai quali siamo 68esimi nella libertà di informazione nel mondo e che per ragioni di protezione di casta (e di pagnotta) si coprono a vicenda, gli industriali di regime sempre pronti a pagare mazzette (o a garantire pacchetti di voti) per accedere ai bandi di gara pubblici o alle concessioni di Stato e i politici, che vengono un gradino più in basso delle meretrici. Questo orrendo trio va giudicato attraverso un processo popolare, mediatico che inizierà dopo le elezioni europee. Sarà fatto in Rete dove verrà ricostruito un castello virtuale con le celle individuali, ognuna con la sua targhetta. Per Berlusconi verrà riprodotta integralmente quella di Al Capone ad Alcatraz sperando di non avere querele da parte dei discendenti di Al Capone. Ci saranno le liste, le prove e i testimoni di accusa come in processo. Per ogni persona ci sarà un cittadino che articolerà i capi di accusa. Alla fine gli iscritti certificati al M5S potranno votare per la colpevolezza o l'innocenza. Un tribunale popolare non può sostituirsi alla giustizia nell'erogazione delle pene, ma può informare i cittadini sui furti e le malversazioni di un Sistema che ha portato allo sfascio l'Italia. Ed è quello che sarà fatto. Il processo durerà il tempo necessario, almeno un anno, le liste saranno rese pubbliche quanto prima e l'ordine in cui saranno processati gli inquilini del castello sarà deciso in Rete. La prima categoria sarà quella dei giornalisti che hanno occultato la verità agli italiani nell'ultimo ventennio. I pennivendoli di Regime. In alto i cuori!

2 commenti:

  1. Non sappiamo se ha già vinto le elezioni col 96% o se nel frattempo ha convinto anche l’altro 4% a votarlo, come baldanzosamente ha ripetuto nel tanto vituperato salotto di Bruno Vespa. Ma una cosa è certa: Grillo in questa circostanza è apparso come la brutta copia sbiadita di quello che normalmente ci viene rimbalzato dai TG, dai suoi show nelle piazze e teatri d’Italia.
    Senza un palco su cui fare monologhi indisturbato e senza contraddittorio, sono bastate le modeste punzecchiature dell’inossidabile padrone di casa a farlo balbettare. Incredibile ma vero. Ed assistere a quella sua nuda incapacità ad articolare una risposta compiuta a domande semplici sull’immigrazione, piuttosto che su altri temi, deve essere stato davvero imbarazzante per i suoi fan. Ha svicolato su tutto, ripetendo come un mantra le parole d’ordine e gli slogan noti, triti e ritriti. Non osiamo immaginare cosa ne verrebbe fuori da un dibattito con un avversario politico. Renzi glielo ha infatti proposto l’altra sera dalla trasmissione“Anno uno” («Perché Grillo non viene a fare un dibattito invece di urlare solo dalla piazza? Io lo farei volentieri un dibattito con lui») ma non risulta che abbia raccolto il guanto della sfida, rivelandosi anche in questo più Masaniello che guascone. E la comparsata da Vespa chiarisce ampiamente il perché della impossibilità di tali confronti all’americana. La nostra è ovviamente una mera valutazione di impatto mediatico, fatta a caldo. Ma che ci fa comprendere quanto avesse avuto effettivamente ragione sin qui Grillo stesso ad evitare di andare in TV. Lui funziona molto meglio nelle piazze e nei teatri o dietro una tastiera di computer da cui lancia abitualmente gli anatemi sul suo blog.

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  2. Questa mossa imprevista di scendere nel territorio degli avversari non sappiamo se e quanta acqua porterà al suo mulino. Se questo volersi mostrare più umano e meno luciferino (che ci è sembrato lo scopo vero della “mission”) abbia conquistato quel pubblico serale televisivo difficilmente raggiungibile altrimenti dai suoi abituali mezzi di propaganda. Una cosa è certa. Anche in questa occasione è sconvolgente pensare a quale livello di degrado si sia portata la politica italiana per poter temere così tanto un personaggio di tale oggettiva modesta caratura. Quanta arroganza, saccenteria e abuso di potere si siano consumati in così tanti anni al punto da far scendere la credibilità di tutto il ceto politico che ora rischia di essere doppiato da un pensionato, ex comico, spalleggiato da un improbabile guru che vaneggia società immaginifiche. Anche questa sembra incredibile ma è purtroppo vera. E il degrado è stato fatto giungere a tal punto che la unica voglia che sembra pervadere l’elettore medio italiano sia quella di fargliela pagare a tutti i costi all’odiata “casta”. Chi se ne frega se non si conosce chi sia un solo candidato alle europee del Movimento 5 stelle. Basta Grillo che è uno e trino. Suggeritore e megafono di se stesso. Senza di lui l’M5S semplicemente non esisterebbe. Ma tant’è! Qualcuno si era illuso che il vento della protesta antisistema e antipartitica si fosse placato con lo scarso successo delle ultime amministrative. Ma si sbagliava di grosso. Perché nel frattempo nulla è cambiato nel modo di essere e di interpretare il bisogno di politica che c’è nel Paese, nonostante tutto quello che era accaduto e che sta accadendo. Così il vento è ricominciato a soffiare forte e a rigonfiare le vele del movimento di Grillo. Berlusconi è fuori gioco, persino patetico nel suo rincorrere Beppe in chi farà prima la marcia su Roma. C’è solo il nuovo fenomeno mediatico Matteo Renzi che è veramente in corsa, nel faticoso tentativo di raggiungere e sorpassare il saltellante Grillo, nell’ultimo miglio, prima del traguardo finale di domenica prossima. Chi dei due lo taglierà per primo ci vorrà ancora poco per saperlo. Ma una cosa è certa. Il secondo si consideri spacciato. E se ne dovrà fare una ragione. Noi italiani? Avremo modo di farcene una anche noi. Magari, rammaricandoci di aver dimenticato al momento giusto che il derby non era per il campionato nazionale ma per quello europeo. Ma sarà, forse, troppo tardi.

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