Il governo prescrive un'aspirina per curare i mali della P.A.!

La riforma delle riforme. La madre di tutte le riforme. La riforma della Pubblica Amministrazione. Una serie di provvedimenti che dovrebbero rilanciare il Paese, azzerando il tasso di burocrazia che lo imbriglia e liberando nuove energie per la rinascita della Nazione intera!
Hai visto mai che “questi” riescono per davvero con un’aspirina a rimettere in piedi un’Italia già data per spacciata da esimi professoroni? 
Hai visto mai che i sindacalisti ritornano per davvero dietro una scrivania a lavorare per lo Stato che continua a pagarli di “tasca nostra” nonostante stiano beatamente in distacco sindacale e per i fatti propri?
Del resto con un governo che li convoca a giochi fatti e che minaccia di spedire il 730 precompilato direttamente al domicilio dei tartassati, con gli iscritti che si ritrovano, quasi tutti pensionati, neppure loro, i sindacalisti, sanno più dove andare a far danno!
Hai visto mai che finalmente il Rag. Ugo Fantozzi dalla Difesa possa essere “mobilitato d’ufficio” al Quirinale vedendosi così decuplicare il proprio stipendio?
Del resto Difesa e Quirinale distano tra di loro solo poche centinaia di metri, una distanza ben al di sotto del limite dei 100 Km previsto dalla Funzione Pubblica.
Del resto, il Colle più costoso di Roma, non conosce esuberi. Tutt’altro! Al Quirinale un posticino è sempre disponibile per "gli amici degli amici": la pianta organica della Presidenza della Repubblica è mobile e fluttuante più del mantice di una fisarmonica!
Ma domani, si fa sul serio. Da domani cambia tutto, con la riforma della Pa che approda in Consiglio dei ministri e l’Italia che salpa verso nuovi lidi.
Peccato che nel decreto del governo si parla di tutto fuorchè di rinnovo contrattuale: ”il tema della parte economica del contratto merita di essere affrontato a partire dal prossimo anno”, fanno sapere da Palazzo Chigi.
Insomma, non c’è trippa per gatti e quella poca che è rimasta sappiamo bene chi se la pappa!!!
In effetti il blocco dei rinnovi stabilito per legge termina nel 2014, ma finora (nel Documento di economia e finanza) il governo non ha previsto le necessarie risorse finanziarie, che quindi nel caso dovranno essere trovate. Nella riforma si parla, invece, dello stop del trattenimento in servizio, ovvero della facoltà di rimanere al lavoro per i dipendenti pubblici oltre l'età di pensione, dopo il 31 ottobre; della possibilità di mobilità obbligatoria nell'arco di 100 chilometri e, in caso di esuberi, di prepensionamenti fino a due anni, senza possibilità di sostituzione; del dimezzamento dei distacchi e dei permessi sindacali dal primo agosto; del turn-over legato solo ai limiti di spesa e non al numero di persone, che potrà così allargare le maglie degli ingressi. Questi, in sintesi, i punti cardine della bozza, composta di 26 articoli, su cui non sono escluse ulteriori limature:
MOBILITÀ OBBLIGATORIA ENTRO 100 CHILOMETRI. I dipendenti pubblici potranno essere spostati senza assenso in un posto di lavoro diverso purchè sia nell'arco di 100 chilometri. Entro 50 chilometri le diverse sedi di lavoro sono considerate 'stessa unità produttivà mentre tra 50 e 100 Km lo spostamento del lavoratore deve essere motivato con esigenze organizzative e produttive. Per la mobilità volontaria scompare l'obbligo del nulla osta dall'amministrazione di provenienza.
STOP TRATTENIMENTO IN SERVIZIO ENTRO 31 OTTOBRE. Non sarà possibile restare a lavorare nella pubblica amministrazione dopo l'età di pensionamento oltre il 31 ottobre. La bozza di riforma, infatti, elimina l'istituto del trattenimento in servizio. Sono «fatti salvi» quelli in essere «fino al 31 ottobre 2014». Quelli «non ancora efficaci alla data di entrata in vigore» del dl «sono revocati».
FINO A DUE ANNI PREPENSIONAMENTO PER LAVORATORI IN ESUBERO. In caso di esuberi e in assenza di criteri e modalità condivise con i sindacati, la Pa procede alla «risoluzione unilaterale, senza possibilità di sostituzione, del rapporto di lavoro di coloro che entro il biennio successivo maturano il diritto all'accesso» alla pensione «con conseguente corresponsione del trattamento».
POSSIBILE DEMANSIONAMENTO IN CASO DI ECCEDENZE. I dipendenti pubblici «in disponibilità» (collocati in mobilità a seguito di rilevazioni di eccedenze) possono presentare richiesta di ricollocazione «in via subordinata, in una qualifica o in posizione economica inferiore», per ampliare le occasioni di ricollocazione.
SI ALLENTA STRETTA TURN-OVER. Le percentuali di limite per le amministrazioni centrali restano al 20% delle uscite per il 2014, 40% per il 2015, 60% per il 2016 e 80% per il 2017, ma il limite si riferisce solo alla spesa complessiva e non alle persone. Dal 2018 il limite per le assunzioni tornerà al 100% delle uscite.
DA AGOSTO DISTACCHI SINDACALI DIMEZZATI. Dal primo agosto 2014, distacchi, aspettative e permessi sindacali, nel loro insieme, sono «ridotti del 50% per ciascuna associazione sindacale». La riforma collega la decisione alla razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica.
ARCHIVIO UNICO VEICOLI, +12% BOLLO. Il Governo lavora alla messa a punto di un archivio unico sui veicoli circolanti. Il ministro dell'Economia stabilirà le misure dell'imposta regionale di immatricolazione per tipo, categoria, emissioni e potenza dei veicoli. Gli importi delle tasse auto possono aumentare per il solo 2015 fino a un massimo del 12%.

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