Imu e Tasi, ancora separate in casa?

Lasciamo perdere la "crescita" alla quale non ci crede più nessuno, neppure Matteo Renzi, ma non doveva esserci la “semplificazione” amministrativa? Non doveva esserci il fisco facile? Non doveva esserci la Icu, l’imposta unica sulla casa, invece di mille calcoli, moduli e balzelli? 
Dopo il brutto pasticciaccio della Tasi, che invece di semplificare le cose per i contribuenti le ha ulteriormente complicate (aumentando anche il prelievo fiscale), il governo pensa di metterci una pezza con una nuova inversione di rotta. Questa volta l'ideaccia sarebbe quella di unificare (non solo formalmente) Imu e Tasi, ma a partire dal 2015. Il tutto previsto dalla nuova legge di stabilità che il governo è chiamato ad approvare entro il 15 ottobre. Le strade per unificare le due imposte al momento sarebbero due:
1) mero riaccorpamento delle due imposte, con l'introduzione di codici tributi unici, in chiave di semplificazione per i cittadini e per gli stessi comuni che devono deliberare. In questo caso l'attuale tetto massimo di Imu e Tasi (che non può superare il 10,6 per mille, o l'11,4 per l'anno in corso considerando la maggiorazione dell'8 per mille) diventerebbe l'aliquota massima del tributo unificato. L'unica problema da risolvere sarebbe quello della tassazione sulla prima casa, superato per il 2014 con l'escamotage di eliminare l'Imu sull'abitazione principale, introducendo la Tasi, che si calcola con le stesse regole; 
2) creare una vera e propria “Service Tax”, che non dovrebbe essere pagata dai proprietari in quanto tali ma da tutti coloro che concretamente utilizzano l'immobile, e comprenderebbe anche i servizi offerti dai comuni. 
L'idea della "Service Tax" però scontenterebbe Confedilizia perché la leggerebbe come l'ennesima patrimoniale sugli immobili. Sarebbe un’ipotesi disastrosa per le tasche dei già tartassati italiani. La casa non può continuare ad essere sempre il solito "Bancomat" per fare cassa perché la spesa non diminuisce per niente e il debito pubblico cresce! La tiritera "paghiamo tutti per pagare meno", non funziona più, è la più grande balla di tutti i tempi. Perché alla fine i soldi che i governi incassano li spendono, non risparmiano un bel niente e, anzi. li buttano via in cose del tutto inutili.
Comunque resta una sola certezza: pagare! Spazi per la riduzione del prelievo non ce ne sono, proprio. Il salasso sulla casa serve al governo per "salvare il Paese"! Ma almeno fateci sapere come, quanto e quando ci rimetterete le mani in tasca!

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