Ma questi ci fanno o ci sono? Sono incapaci o in malafede?

Ma questi ci fanno o ci sono? Studiano per anni e anni, frequentano le migliori università del mondo, sono plurimasterizzati, collezionano dottorati su dottorati, accumulano incarichi e consulenze, sono professori, sindaci, presidenti, ministri e capi di governo, ma poi l'unica cosa di cui sono stati capaci è stata quella di mettere in mutande un Paese intero e di massacrare di tasse i cittadini onesti dentro il tunnel della recessione! 
E questi soloni dell'economia, questi tromboni della comunicazione, questi esimi statisti, dibattono, discutono, cazzeggiano di pseudo-riforme, mentre l'Italia affonda. Da una parte, coloro che guardano ai propri incassi, e vanno dicendo che quei famigerati 80 euro non sono stati sufficienti a rilanciare i consumi e che sono stati praticamente "invisibili", e dall’altra, coloro che guardando il dito e non la luna, e ululano che, invece, quel bonus "è servito"! Servito a cosa? A prendere voti e a fare un'altra manovra finanziaria!
Ma come si fa a rendere pubbliche certe bestialità! A parte il fatto che quegli ottanta euro - dall'inconfondibile olezzo di mercato delle vacche in piena campagna elettorale - sono stati dati solo ad una esigua parte di lavoratori escludendo milioni e milioni di pensionati, milioni e milioni di lavoratori dipendenti, il problema della crisi economica, della recessione e della crescita, resta comunque irrisolto: per rilanciare i consumi e rimettere in moto l’economia servirebbero non 80, ma almeno 800 euro, dopo il disastro che hanno combinato consegnando l’Italia alla Troika, con la penale del fiscal compact e lo scambio di 1 euro al prezzo di 2 mila lire!
Hanno dimezzato salari e pensioni, hanno bloccato i rinnovi contrattuali, siamo il Paese con le buste paga più magre e i prezzi al consumo più alti del Vecchio continente, siamo il  fanalino di coda della Ue in tutto e per tutto, ma i primi della classe per tasse, disoccupazione, ruberie, corruzione ed evasione fiscale. 
Ma davvero pensano di salvare l'Italia con 80 euro o con un 730 precompilato? Ma questi sono incapaci o in malafede?

10 commenti:

  1. CON STI' 80 EURO NON HAI CAPITO CHE LE FAMIGLIE CON QUESTI SOLDI NON SI COMPRANO NEMMENO LE CARAMELLE E' LA PRIMA COSA CHE EVIDENZI OGNI VOLTA CHE PARLI DEL TUO GOVERNO NON ELETTO E AFFERMI PURE CHE CON QUEST'ELEMOSINA DOVEVA GIRARE L'ECONOMIA .NON HAI CAPITO CHE ALLA GENNTE SERVONO ASSUNZIONI SERIE DI LAVORO E CHE DEVI INCENTIVARE LE IMPRESE AD ASSUMERE.SE NON TROVI I SOLDI PER AGEVOLARE LE IMPRESE NELLA DETASSAZIONE TAGLIA MA FALLO VERAMENTE ALLA CASTA CHE TI CIRCONDA E AI TUOI AMICI DI DESTRA CENTRO E SINISTRA. SE CONTINUI A PROMETTERE E POI TI FERMI AI COMPROMESSI DEI TUOI AMICI DI DESTRA CENTRO E DELLA TUA SINISTRA IL 40 PER CENTO DELLE EUROPEE RESTERA' SOLO UN RECORD INTERNO AL TUO PARTITO CIAO DA UN CITTADINO CHE ASPETTA CONCRETEZZE E NON PAROLE .

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  2. Nessuna slide propagandistica può nascondere la verità sostanziale: il Paese è fermo, è ufficialmente in recessione tecnica. L’Istat ha appena diramato il dato sulla (non) crescita dell’economia del secondo trimestre: il Pil fa segnare un -0,2% (-0,3 su base annua). Dunque, siamo al palo. L'Italia è in recessione.
    In queste ore le pressioni politiche sui vertici dell’Istituto di statistica si sono infittite. In fondo nulla è cambiato dai tempi in cui Tremonti ministro del Tesoro diceva che l’Istat trasmetteva “una rappresentazione discutibile della realtà”. I partiti credono di poter piegare tutto ai loro interessi, anche i numeri che arrivano da enti presunti terzi. Ma la verità è che, in ogni caso, la recessione tecnica sgretola ogni falsa rappresentazione allestita dal governo in un Def che è già carta straccia.
    E pensare che quando, in primavera, Renzi e il ministro dell’Economia Padoan previdero una crescita a +0,8% a fine 2014, aggiunsero che si trattava di una stima prudenziale. Oggi quel tasso di avanzamento del Pil è addirittura una chimera.
    I conti sono allo sbando, la logica dell’austerity continua a dominare e in autunno potrebbe scatenarsi una nuova tempesta finanziaria sul nostro debito. Nel frattempo troppe mani sembrano aggrapparsi al timone dell’economia, strattonandolo di qua e di là.
    Il commissario alla spending Carlo Cottarelli non ne può più di Renzi e vuole tornarsene nel sacro tempio degli affamatori che risponde al nome di Fmi. Anche i rapporti tra Padoan e il premier sono al lumicino, tanto che l’economista viene dato da molti in uscita dal governo. Il premier, d’altronde, ha già deciso di circondarsi di un gruppo di fedeli economisti di partito. E mentre si gingilla con le autoritarie riforme costituzionali, la Ragioneria dello Stato (braccio armato dell’Europa dell’austerity) sbugiarda e asfalta il Parlamento (maggioranza compresa) su qualsiasi norma ispirata alla giustizia sociale che possa dare un po’ di respiro al Paese, dalle pensioni al carico fiscale per i piccoli produttori di energia rinnovabile.
    I partiti e gli alti burocrati, come i capponi di Renzo, si beccano sugli zero-virgola senza sapere che faranno tutti la stessa fine, ma nel frattempo il M5S ascolta la gente e vede la realtà che non è fatta di senatori nominati dal capo dello Stato o consiglieri regionali che si salvano dal carcere con l’immunità.
    Ora chiediamo chiarezza alle istituzioni sul rendiconto di bilancio e sui fondamentali della nostra economia: cittadini ben informati sono precondizione essenziale per una democrazia che funziona.

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  3. Italiani state sereni...
    Dobbiamo stare sereni che Renzi ci spedisce nella miseria come nel dopo guerra,forse non ha capito che non servono spot per rialzare il paese ma fatti e gli unici che possono farli siamo noi che non siamo schiavi di lobby dei media e dei partiti, ecco i partiti sono la prima cosa che dobbiamo eliminare dobbiamo mandare a casa tutti gli incapaci e servi di partito

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  4. Renzi è il nostro cavallo di Troika. ci ha traditi e venduti.

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  5. Buone vacanze...un abbraccio.

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  6. Ieri, dopo i dati diffusi dall'Istat che hanno sancito il fallimento del governo Renzi inchiodando l'Italia in recessione tecnica, i grandi comunicatori hanno immediatamente cercato di mistificare la realtà, parlando di risultato europeo. Quasi a voler far passare il classico mal comune mezzo gaudio. Allora forse è meglio chiarire che in Europa le cose vanno decisamente meglio che da noi. In Spagna, ad esempio, il Prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,6% nel secondo trimestre. In Irlanda la Banca Centrale ha recentemente alzato le stime sulla crescita nel 2014 portandole a +2,5%. Finanche la Grecia tornerà a crescere dopo 7 anni, con stime fissate a un +0,6%. Renzie maglia nera d'Europa!

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  7. paeseItalia07 agosto, 2014

    Che razza di Paese è questo? Un Paese in cui il comandante Schettino viene chiamato all'Università la Sapienza di Roma (fonte Ansa) per tenere una lezione sulla gestione del panico (e senza che gli studenti lo prendano a calci nel deretano). Un Paese in cui il presidente del Consiglio dei Ministri incontra un piduista condannato in via definitiva per decidere le riforme e la legge elettorale. Ma per citare un vecchio saggio: state sereni, la normalità è come l'estate. Arriverà!!!

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  8. Renzi maglia nera! Ha perso il giro: adesso a casa!!!!

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  9. 3 mesi fa, il 17 aprile 2014 Padoan venne in aula a presentare il suo fatidico Documento di economia e finanza. Lì scrisse che il paese sarebbe cresciuto con un pil a fine anno dello 0,8%. Una bella previsione, ce la ricordiamo bene, perché proprio dai banchi della camera il Movimento 5 Stelle denunciò allora che quei numeri erano sbagliati. E ieri, l’Istat, di cui Padoan fu nominato presidente il 27 dicembre 2013 dal governo Letta, ha confermato che quei dati erano totalmente errati. Quante volte è ormai successo in quest’anno che Corte dei Conti, Istat o altri organismi dessero ragione alle nostre parole? Troppe per essere il Movimento 5 Stelle soltanto una forza di opposizione. Più che sufficienti per dimostrare che siamo veramente l’unica forza in grado di governare.
    Quello 0,8% di pil che Padoan ha scritto, è in realtà un - 0,3%. In altre parole un errore gravissimo che peserà sulle spalle degli italiani per 17 miliardi di euro. Padoan ha sbagliato per una cifra di 17 miliardi di euro e viene a dirci che va tutto bene? Qua la situazione è drammatica e non servono nemmeno i numeri per capirlo.

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