Mutui e tasse hanno messo in ginocchio il mercato immobiliare!

Fino a qualche anno fa chiunque avesse dei risparmi non li infilava sotto il materasso, ma li investiva nel mattone, considerato un bene rifugio dalla stragrande maggioranza dei risparmiatori italiani. E se da una parte il settore immobiliare costituiva il volano naturale dell’economia nazionale, dall’altra la casa di proprietà era una sorta di salvadanaio cui magari ricorrere quando raggiunta una certa età, in molti vendevano la nuda proprietà, ossia cedevano le mura conservando il diritto di abitarvi, per vivere una vecchia più serena senza dover far i conti con i pochi spiccioli della pensione. 
Oggi, invece, non si compra e non si vende! Il mercato immobiliare è fermo, e la crisi economica, le tasse, la precarietà del lavoro e la mancanza di credito a famiglie e imprese, fa il resto! 
Acquistare casa è un’impresa titanica considerato il fatto che abbiamo i mutui più cari d’Europa, del 36 per cento superiori a quelli praticati da altri Paesi. 
E non va certo meglio per chi invece una, se non addirittura due case già le possiede, perchè abbiamo le tasse sugli immobili più pesanti del continente, con una crescita del 107 per cento negli ultimi due anni. Pertanto, al giorno d’oggi, mantenere una o più case è diventato quasi impossibile: un sacrificio economico insopportabile per chi campa di stipendio o di pensione. 
I due record negativi, che vanno a fare il paio con un tasso di disoccupazione senza precedenti e con i salari più bassi del Vecchio continente, spiegano il perchè del crollo del mercato immobiliare, che non soltanto ha visto dimezzarsi le compravendite di abitazioni dal 2011 ad oggi, ma ha anche ridotto di un terzo il valore delle case. 
Insomma il fisco oltre a mangiarsi salari, pensioni e risparmi, ora sta divorando pure le mura di casa degli italiani. E se va avanti di questo passo ci ritroveremo tutti in mezzo ad una strada, senza una casa e senza un lavoro. Sempre che a qualcuno non venga in mente di mettere le strisce blu a pagamento anche per gli italiani rimasti sul lastrico.

1 commento:

  1. il problema salari bassi ormai è da anni che affligge l'italia, ma quando in TV ascolti dirigenti di confindustria/confcommercio che per competere con la Cina bisogna diminuire i troppi benefit dei lavoratori, allora capisci che per l'italia non c'è più futuro e pensi seriamente di andartene via prima che sia tardi.

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