Riforma della Scuola: Caro Prof, più sei bravo, più guadagni!

La riforma della scuola di Matteo Renzi sembra destinata a imprimere una rottura con i vecchi schemi, stabilendo una gerarchia basata, però, esclusivamente sul merito e mettendo fine alla mancanza di carriera lamentata da sempre dal corpo docenti: “Gli insegnanti italiani sono gli unici, se confrontati con quelli dei paesi dell’Ocse, che entrano nel mondo del lavoro come soldati semplici e gli unici, dopo anni di insegnamento, che arrivano alla pensione con la medesima qualifica”
Eliminare il precariato, con il superamento delle supplenze - i supplenti non saranno eliminati fisicamente, assicura il governo, ma bisognerà ragionare in termini di organico funzionale e non di organico di diritto, perchè le supplenze non fanno bene né a chi le fa né a chi le riceve - e premiare il merito degli insegnanti, sono le priorità del governo. Il "piano scuola" di Renzi è rivolto ai docenti delle elementari, medie e superiori che dal prossimo futuro potrebbero essere così suddivisi in tre categorie professionali: insegnanti ordinari, esperti e senior. 
L’obiettivo è quello di archiviare il vecchio sistema che non permette scatti significativi di carriera. Una manovra delicatissima che va a inserirsi tra il piano delle nuove immissioni per l’anno scolastico 2014/2015 (28,781 docenti), lo sblocco degli scatti di anzianità 2012 e l’obbligo di corsi costanti di aggiornamento cui saranno chiamati gli insegnanti per rispondere meglio alle evoluzioni della didattica in un’ottica internazionale. E proprio su questi punti, ma soprattutto sulla tripartizione delle qualifiche, i sindacati hanno già promesso battaglia. Ad ognuno dei nuovi profili, infatti, corrisponderebbe un diverso carico di funzioni e, di conseguenza, una differente retribuzione. Attualmente, però, il contratto di lavoro è fermo al 2006 e gli assegni mensili degli insegnanti italiani sono tra i più bassi d’Europa. E di questo ancora non si parla. Un docente delle scuole primarie, fa di conto il sindacato, guadagna al mese 1.950 euro, uno delle scuole medie arriva a 2.133 euro mentre un insegnante di liceo non supera 2.216 euro al lordo delle imposte che non scendono sotto il 30%. 
Insomma, i soldi per aumenti stipendiali a "pioggia" non ci sono. Ma la manovra è destinata a riaprire il fronte "sindacati-governo". Con il sindacato che, reputando la riforma Renzi-Giannini alla stessa stregua di uno spot e sostenendo che l'unica risposta ai problemi degli insegnanti è il rinnovo del contratto, minaccia barricate. E il governo che per contro non ne vuol proprio sapere di contratti, deciso com'è ad andare avanti per la sua strada: verranno "promossi" solo gli insegnanti più bravi!
Adesso tutto sta a stabilire "Chi e Come" riuscirà ad individuare i più meritevoli in cattedra, tanto da essere  premiati con una maggiorazione di stipendio extra-contrattuale!!!

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