Spending review: ecco perché non si farà mai!

Si è tanto discusso di “paziente Italia”, di “capezzale Italia”, di “luce in fondo al tunnel ”, di “crisi” e di “ripresa”, di “tagli alla spesa pubblica”, ma adesso che il governo si ritrova con le forbici in mano per effettuare quella spending review che tutti auspicano, ma che nessuno è in grado di portare a termine, fino in fondo, con competenza e determinazione, il rischio è quello che "le giovani marmotte" del governo Renzi facciano più danni che cose buone. 
Immaginate un chirurgo che entra in sala operatoria per la prima volta, senza mai aver visto il paziente da operare, senza mai aver preso un bisturi in mano, e il cui unico titolo ad operare è quello di “dottore” specializzato in pediatria! 
Idem per il governo Renzi: nominato da Napolitano, non eletto dagli italiani e il cui unico titolo ad operare sulla pelle dei cittadini è quello di un “ex sindaco” specializzato in twitter e selfing! 
I tagli alla spesa pubblica non possono essere affidati a gente inesperta, che a sua volta delega ad altra gente che non sa neppure lontanamente come funziona un Ufficio Pubblico, un archivio, una segreteria del personale, gente che non conosce il peso di un “faldone”, la polvere di un “fascicolo”, i bolli, i timbri, i protocolli, i precedenti e gli allegati di una “pratica”. 
La spending review dovrebbe partire dai dirigenti di concerto con gli impiegati. Chi meglio di loro conosce le problematiche interne al proprio posto di lavoro? 
Ma nessun dirigente, nessun impiegato al mondo prenderebbe mai in mano le forbici per… tagliarsi da solo gli attributi! 
Ecco perché la spending review in Italia non si farà mai. Ecco perché le tasse continueranno ad aumentare e i servizi pubblici a peggiorare, irrimediabilmente. Perchè nel settore pubblico vige la legge della "spending de più", dove una penna a sfera "deve" costare allo Stato dieci volte di più del suo prezzo reale!

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