Al largo di Malta, solidarietà o convenienza?

di Rodolfo Bava. Nel corso del pomeriggio di giovedì 23 ottobre, su un canale televisivo, ci hanno elargito un episodio che, a primo acchito, è apparso intriso di una straordinaria solidarietà; ma, poi, ragionando un pò si potrebbe “scoprire” che non è la solidarietà ad ispirare i “promotori” (o “suggeritori”?), bensì la convenienza (forse).
Ecco cosa ci hanno fatto sapere: due italiani che vivono da 6 anni a Malta, di professione assicuratori, “toccati” dal fatto che, al largo delle coste libiche, si registrino, alcune volte, dei naufragi e muoiano numerosi migranti hanno deciso di far costruire un’imbarcazione, capace di ospitare anche 300 persone, al fine di poterli soccorrere e salvare. Tale mezzo navale viene gestito da ben 18 persone, lavorando 24 ore su 24. Ecco perché ci viene spontaneo pensare che, forse, nessuno con il proprio lavoro riuscirebbe ad amministrare una situazione così complessa. E, poi, il fatto che, una volta soccorsi, i migranti salvati vengano trasportati sulle navi italiane di “Mare Nostrum” ci induce a sospettare che il “Deus ex machina” di detto stratagemma possa ricercarsi (forse) nel Governo Maltese, il quale non accetta di ospitare i migranti nel proprio territorio.

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