Grillo e Renzi sono cotti: avanti il prossimo!

Gli italiani non sono mai stati uniti, non sono mai stati un popolo “vero”, ma una sommatoria di piccole botteghe, un'accozzaglia di interessi di categoria che a volte finiscono col litigare fra di loro fino al punto di separarsi nella ristrettezza del proprio orticello! Sono gente capace di portare dalla polvere all’altare chiunque gli offra di più e viceversa chiunque gli offra di meno.
Quando Beppe Grillo è sceso in campo c’era l’entusiasmo di chi era affascinato dall’uomo nuovo, dalla democrazia diretta, quella fatta dal basso, dai cittadini, dalle leggi scritte e approvate sul web e dai candidati scelti direttamente su internet: "Uno vale uno", era lo slogan del Movimento5stelle.
Gli italiani stufi e delusi dalle solite chiacchiere dei politici, avevano abbracciato il programma rivoluzionario dei 5 Stelle: vincere le elezioni, cacciare via la vecchia classe politica corrotta e sostituirla con gente giovane, nuova, onesta e pulita che avrebbe mandato a casa o in galera ladri e lestofanti.
Ma poi quando gli italiani sono stati chiamati alle urne hanno consegnato al Movimento solo il 25% dei voti, non abbastanza per consentirgli di andare da solo al governo del Paese! E quando il tandem "Grillo-Casaleggio", entrò con i suoi eletti in Parlamento - marchiati con il bollino di qualità dei “senza macchia e senza peccato” - e si rese conto che con quel 25% dei voti aveva sì superato gli altri partiti, ma sarebbe dovuto scendere ad accordi, alleanze e compromessi con chi avrebbe contaminato la purezza del Movimento, chiese al Presidente della Repubblica di conferirgli l'incarico di formare un governo.
Il Quirinale, invece, scelse Enrico Letta. Allora, l'accoppiata "Grillo-Casaleggio" - dopo l'hashtag “#enricostaisereno” lanciato dell’attuale premier nominato da Napolitano - guardò alle elezioni europee come ad una sorta di rivincita: fare “boom”! Stravincere alle europee e travolgere Renzi con un risultato così clamoroso che il “boato” arrivasse forte e chiaro fino al Quirinale, tanto da convincere Giorgio Napolitano a conferire l’incarico di formare un nuovo governo ai pentastellati.
Ma come tutti sappiamo non è andata così, proprio per il fatto che gli italiani non sono un popolo unito, determinato e compatto fino in fondo. Tant'è che il 40,8% di chi è andato a votare si è fatto incantare dagli 80 euro di un ex sindaco. Gli altri, oltre il 50% degli aventi diritto al voto, sono rimasti a casa. E il M5S fu clamorosamente sconfitto.
A questo punto il duo “Grillo-Casaleggio” avrebbe dovuto cambiare strategia, fare un pit stop, per un cambio gomme ed un pieno di carburante! Ma il Movimento, non ancora da Formula1, è rimasto ancorato al sogno di prendere il potere con un'altra ondata di “populismo” ed ha deciso di mostrare i muscoli, peraltro un po’ flaccidi, schierando le sue truppe al Circo Massimo, mentre Genova affondava nel fango! Ma più che una prova di forza è stato il de profundis della “piazza”! Infatti, non è andata poi così bene nei numeri, come pensavano gli organizzatori, la chiamata alle armi dei 5Stelle.
Il Circo Massimo di Beppe Grillo è stata poca roba rispetto al pienone del 2002, quando a capo del governo c'era l'allora Cavaliere che cercava di cambiare quello su cui oggi Renzi si appresta a passare un colpo di spugna: l’articolo 18. Allora la Cgil di Sergio Cofferati portò un milione di persone sulla spianata dove al tempo degli antichi romani gareggiava Ben Hur, quello vero! Persino Silvio Berlusconi, nel dicembre 2006, fece meglio dei 5stelle al Circo Massimo portando due milioni di militanti di centrodestra in piazza San Giovanni a Roma contro il governo Prodi.
Oggi la piazza piange. La gente non ci crede più e non scende più in strada a manifestare. E' stanca di starli a sentire - tutti quanti, Grillo compreso - è troppo presa nel cercare di riuscire a sbarcare il lunario! Il rischio, sciagurato, è che le piazze tornino a riempirsi di gente solo quando le “persone normali” avranno dato fondo agli ultimi risparmi, quando avranno svenduto la propria abitazione e non avranno più neppure un centesimo per comprarsi un tozzo di pane e pagare la Tasi!
Ma quella sarà “una piazza da paura” che nessuno auspica, confidando nella proverbiale "arte dell’arrangiarsi" del nostro popolo, diviso in tutto e per tutto, ma sempre pronto ad "inventarsi" qualcosa per non farsi schiacciare sul fondo del baratro.
Insomma, abbiamo bisogno di un’altra invenzione: quella di Grillo è scaduta, quella di Renzi non è mai nata. Quindi, sotto a chi tocca: avanti il prossimo!

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