I politici? Devono diventare precari come tutti gli altri!

di Maria Pia Caporuscio. Ci si chiede perché mentre a tutti gli italiani (che lavorano sul serio) viene negato il diritto di conservarsi un lavoro, di affezionarsi ad esso, di specializzarsi nel realizzarlo al meglio, nonostante il guadagno sia sempre lo stesso: mille euro al mese, mentre chi decide che non deve più esistere il “posto fisso” precarizzando tutti e rendendoli indifesi, insicuri e precari anche nella vita privata, conserva quel “posto fisso” finché morte non lo colga?
Perché questi dis-onorevoli (che incassando stipendi da trenta-quaranta-cinquantamila euro al mese o giù di lì tra privilegi, mazzette e inciuci con le mafie) debbono rimanerci a vita? Tanto più che in nessun paese al mondo viene permesso a una persona di fare politica a vita e per quale ragione dovremmo essere noi a permetterlo? Dove sta scritto che la legge non è uguale per tutti? Lor signori dovrebbero essere i primi a tener fede alle leggi che essi stessi promuovono e sottoscrivono, altrimenti non possono pretendere che sia la popolazione a rispettarle. In questi casi è giustissimo non rispettare non solo queste “illogiche” leggi, ma perdere ogni e qualsiasi forma di rispetto per questa imperdonabile gente! Troppo comodo pretendere siano gli altri a rispettarli mentre loro non rispettano nessuno! Una rivolta popolare in questo senso è sacrosanta, perché non esistono “dei” sulla Terra e chi per conoscenze o altro, si ritrova ad occupare le poltrone della politica o posti chiave nelle istituzioni, non può accreditarsi un trattamento diverso da tutti gli altri. Devono andare a casa dopo una sola legislatura e deve essergli vietato qualsiasi accesso alle altre cariche dello Stato: devono diventare precari come tutti gli altri! Basta con la politica del mercato delle vacche “tu mi dai una cosa a me e io ti do una cosa a te” questa non è politica ma un trampolino per carriere, per affari individuali, per arricchirsi depredando lo Stato e i cittadini. Questa forma di predazione non possiamo continuare a chiamarla politica! Qui si tratta di affaristica personale e privata ai danni dello Stato altro che governarlo lo Stato, come pretendono farci credere! Questi finti politici (che di politica si intendono come i pizzettai di fisica nucleare) si sono fatti l’idea che la popolazione possiede il cervello dei bambini di dieci anni e scemi per di più. Diventa perciò urgente dimostrare a questi ridicoli buffoni, che stanno disintegrando la nostra Costituzione, scritta da gente sana di mente, ricca di onestà, cultura esperienza e sapienza che, purtroppo questi pagliacci ritengono un fastidio e nella loro idiozia la stanno massacrando, gettando alle ortiche le regole di civiltà che avevano fatto grande questo paese. Questa banda di rubagalline (incapaci e incompetenti, oltre che immorali e deficienti) che si è insediata nelle istituzioni, trascinerà la più bella nazione del mondo in una fogna, se non ci decideremo a prendere noi l’iniziativa di batterci con tutta la ragione che abbiamo e liberare l’Italia da questi piccoli idioti, per farla tornare ad essere quella nazione che era tra le più civili del pianeta!

1 commento:

  1. Il problema è che non si sa come fare, il voto non conta più niente, la piazza non fa più paura, la stampa è imbavagliata e la televisione sembra l'istituto luce.
    Ma il peggio è che a molti (normali cittadini, non politici o burocrati) sembra andare bene così, anzi, se ne dicono felicissimi!

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