Il vitalizio dei furbetti del quartierino.

Stiamo assistendo inermi ad un attacco concentrico ai lavoratori dipendenti: stanno svalutando il lavoro con salari da fame e pensioni da terzo mondo! Oggi lavorare per quarant’anni con uno stipendio di 1.200 euro al mese, equivale ad andare in pensione con appena 800 euro di assegno previdenziale e senza liquidazione, perché il governo delle cicale ha deciso di mettere il Tfr in busta paga! Ma allora che senso ha continuare a versare i contributi all’Inps se poi a fine rapporto si riscuote una pensione di qualche euro superiore a quella sociale? Capita così, in questo “grande paese”, che chi non ha mai versato un centesimo di contributi previdenziali e ha messo da parte centinaia di migliaia di euro, magari lavorando in nero, al compimento dei 65 anni va a riscuotere la pensione sociale: 600 euro al mese, col diritto ad esenzioni e agevolazioni che un lavoratore dipendente dopo 40 anni di contributi neppure si sogna! Insomma, ai famigerati vitalizi della casta, fa da eco il vitalizio dei furbetti del quartierino! Questa è l’Italia. Un paese che premia i furbetti e si accanisce con gli onesti!

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