Jobs act, una scatola vuota! Articolo 18, l’innominato!

Una giornata lunga e convulsa quella di ieri a Palazzo Madama, con tensione alle stelle, risse, urla, insulti, senatori in piedi sui banchi, libri che volano per aria e lancio di monetine. Un fuoriprogramma decisamente umiliante per tutta la politica italiana. Comunque, a tarda serata, il governo ha ottenuto la sudata fiducia sul Jobs Act al Senato: 165 voti favorevoli, 111 contrari e 2 astenuti. Ora la legge delega dovrà passare alla Camera, dopo di che la palla tornerà al governo per la stesura dei decreti attuativi. Ma nel testo di riforma, appena approvato, l’Articolo 18, che in questi giorni ha provocato il finimondo, neanche viene nominato! La legge delega del mercato del lavoro, è un provvedimento vago, incerto, annacquato, che non riforma la disciplina del licenziamento e del reintegro. A tale proposito vi si legge: "Per semplificare, superare elementi di incertezza e discrezionalità, per ridurre il ricorso ai
procedimenti giudiziari, nella predisposizione del decreto delegato relativo al contratto a tutele crescenti, e quindi per le nuove assunzioni, il governo intende modificare il regime del reintegro così come previsto dall'art. 18, modificato dalla legge n. 92/2012. Eliminandolo per i licenziamenti economici e sostituendolo con un indennizzo economico certo e crescente con l'anzianità". Il reintegro dunque resta solo "per i licenziamenti discriminatori e per quelli ingiustificati di natura disciplinare particolarmente gravi, previa qualificazione specifica della fattispecie. Per le situazioni diverse sarà previsto un indennizzo economico definito e certo".
Insomma, la riforma del lavoro, appena approvata, è una scatola vuota che rinvia tutte le decisioni sui nodi politici cruciali del Jobs Act ai decreti delega. Saranno, infatti, i successivi decreti attuativi a mettere i paletti ai licenziamenti e al reintegro dei lavoratori, a scendere nel particolare e a regolare nel merito una serie di aspetti decisivi per il futuro dell’occupazione nel nostro Paese. 
Come è abitudine di questo governo, di carne al fuoco ce n’è tanta, peccato che non sia mai pronta da servire a tavola. La riforma del lavoro è una scatola vuota e la riforma dell’Articolo 18 è stata di fatto demandata ai decreti delega.
Siamo caduti dalla padella alla brace. Quelle del governo Renzi sono riforme che non cambiano proprio un bel niente e che il più delle volte peggiorano le cose, fattispecie il jobs act che non crea nessun posto di lavoro. La politica gira sempre attorno ai problemi, ma non li vuole in alcun modo risolvere.
Caro Matteo Renzi, per rilanciare l'occupazione bisogna mandare in pensione i "vecchi" per poter assumere i giovani, bisogna cancellare assolutamente la legge Fornero che ha fatto macelleria sociale, bisogna regolarizzare chi lavora in nero, bisogna ridurre il costo del lavoro intervenendo seriamente sul cuneo fiscale e non abbassando il salario dei lavoratori e aumentando il numero di ore lavorate!!! Le chiacchiere, stanno a zero!  Ma per il momento dobbiamo accontentarci del solito fumo. L’arrosto è ancora lì a rosolare a fuoco lento, assieme agli enormi problemi che affliggono milioni e milioni di famiglie italiane!

1 commento:

  1. Il libero mercato è L’Esca gettata dal capitalismo dando vita ai mostri che guidano L’ECONOMIA ITALIANA .
    Ci hanno costretti ad accettare interscambi importando merce che produciamo
    Creando cosi crisi NE L’ INDUSTRIA e L’AGRICOLTURA ITALIANA .
    MENTRE L’AMERICA Padre del libero mercato impone regole che (loro) non rispettano .
    Provate a invadere il mercato AMERICANO e/a mettere in crisi le loro INDUSTRIE e la loro AGRICOLTURA automaticamente scatterebbe sulle merci importate ( dazio ed embargo)
    Questa prepotenza è accettata dai Manager spocchiosi di oggi.
    I Manager da prendere ad esempio ? Erano i vecchi imprenditori Della piccola e media Industria (Padri del Boom Economico) i più nati dalla gavetta Iniziando dal basso sono arrivati al vertice ricchi di esperienza (e di umanità) vera LAUREA indispensabile ad un MANAGER.
    Nel dopo guerra (ricordo che) in vari settori compreso il settore ARTIGIANO
    Lavoravamo 10 mesi l’anno la cassa integrazione non esisteva nei due mesi di fermo lavoravamo per rinnovare il campionario (creando nuovi modelli) per conquistare nuove fette di mercato . il tutto ha spese del titolare che pagava gli stipendi degli operai di tasca sua.

    La cassa integrazione Figlia dei Bocconiani è nata dopo il boom economico per difendere ( solo ) le grandi Industrie e i loro capitali. Dando vita ad un nuovo mercato da sfruttare L’ITALIA
    Premiando l’egoismo e là cupidigia ci hanno riportato al punto di partenza.
    Purtroppo se non avviene un MIRACOLO con l’egoismo dei potenti e la stupidità dei sudditi
    Il BOOM della catastrofe sarà definitivo. VITTORIO

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