Renzi: "18 miliardi di tasse in meno".

Renzi dovunque va - tranne a Genova perchè ai fanghi preferisce le luci della ribalta televisiva e anche perché a camminare sulle acque degli alluvionati ancora non gli riesce così bene come a chiacchierare - promette grandi cose. E questo è normale, perchè rientra nel suo Dna! Non è normale, invece, che chi lo ascolta si beve tutto quello che racconta e gli batte pure le mani! “Una manovra che ridurrà le tasse, per la prima volta nella
storia del Paese".
Così Matteo Renzi, a Bergamo davanti all'assemblea di Confindustria, annuncia le linee guida della legge di stabilità che dovrà essere pronta per mercoledì prossimo. 
Gli industriali lo ascoltano a bocca aperta e gli battono le mani! 
I genovesi non hanno tempo per ascoltarlo e a mani nude spalano il fango! 
Il resto degli italiani sono in coda per pagare la Tasi! 
E il governo delle giovani marmotte continua a lanciare i suoi hippy hippy urrà tra le macerie di un’Italia inghiottita dal fango! 
Il presidente del Consiglio non solo promette che non aumenterà le tasse neppure di un centesimo, ma arriva persino ad annunciare la riduzione della pressione fiscale di 18 miliardi tagliando l’Irap alle imprese! 18 miliardi di euro che andrebbero a sommarsi ai 10 miliardi per finanziare gli 80 euro di cuneo fiscale. Ma si guarda bene dal dire dove andrà a prenderli tutti quei soldi. 
Qualcuno farebbe bene a ricordargli che siamo in piena recessione (Pil -3%), che siamo in deflazione, che la disoccupazione continua a crescere (12,3%) e che salari e pensioni sono ormai ridotti ai minimi storici (i più bassi d’Europa). Renzi le spara sempre grosse per restare al centro dell’attenzione mediatica, ma tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino! La coperta Italia è troppo corta: se la si tira da una parte si rischia di scoprire l’altra, fino a quando scatteranno le clausole di salvaguardia automatiche, che significano tagli lineari e aumento delle accise, dell'Iva e delle imposte indirette. In altri termini: aumento della pressione fiscale! Secondo il governo delle giovani marmotte fino a qualche mese fa la manovra finanziaria non doveva proprio esserci, poi doveva ammontare a 10 miliardi, poi a 21-23 miliardi, oggi a 30 miliardi. Se va avanti così potrebbe arrivare fino a 40 miliardi e più. 
Intanto l’Italia, vecchia, stanca, logora, corrotta e spolpata fino all’osso dalle mangerie e dalle ruberie di una classe dirigente inadeguata, che paradossalmente a fine anno riscuote pure un premio di migliaia di euro per la realizzazione di progetti mirati a risolvere le criticità idrogeologiche del territorio, affonda nel fango le sue macerie.

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