Coppia: la scelta di avere un figlio.

di Elisabetta Rotriquenz. Arriva un certo momento nella vita in cui una coppia si trova ad un bivio: la scelta di avere un figlio. La coppia può essere in sintonia sia nella decisione di avere un bambino, ma anche in quella perfettamente lecita di non averne. Può anche capitare che il percorso decisionale non coincida temporalmente per entrambi o che semplicemente vi siano alla base desideri diversi. Spesso capita infatti che l'esigenza di avere un bambino sopravvenga prima in uno dei due partner rispetto all'altro. In ogni caso arriva un momento in cui è bene parlarne e confrontarsi. La soluzione migliore e auspicabile è che entrambi si trovino poi d'accordo sul percorso da fare, ma purtroppo non sempre è così. Quando la voglia di avere un figlio appartiene solamente ad una persona della coppia può iniziare un periodo difficile della vita a due rispetto agli obiettivi comuni e al futuro che li riserva. Il primo problema da affrontare è capire l'origine della mancanza di desiderio dell'avere un figlio. È un pensiero generale o alla base c'è il dubbio che l'altra non sia la persona giusta con cui farlo?
In quest'ultimo caso non solo è bene evitare di concepire un figlio, ma è il momento giusto per riflettere seriamente sul futuro della coppia. Nel caso in cui invece vi sia una incertezza più “egoistica”, si è potuto constatare che più frequentemente siano gli uomini a tentennare di fronte ad una possibile paternità. Le donne dal canto loro diventano più pressanti quando l'orologio biologico inizia a ticchettare con insistenza quasi a sottolineare il tempo che passa inesorabilmente. A questo punto la scelta o meno di volere un figlio può diventare un motivo serio di allontanamento della coppia. 
Quali sono i motivi più comuni per cui una persona non desidera avere un bambino? In primo luogo, la paura di perdere i propri spazi e la propria libertà. Inoltre, vi è il timore di vedere spegnersi il rapporto univoco con il proprio partner che si dovrebbe a quel punto dividere con una terza persona. Ancora vi sono la paura di non essere in grado di assumersi la responsabilità di un altro individuo, il timore di non essere in grado di educarlo e di proteggerlo dai problemi del mondo. Questi aspetti dipendono dal tipo di famiglia che si è avuta alle spalle, dall'educazione, dalla stima che si ha di sé in qualità di adulto, ma sono rinforzati dalle notizie di cronaca quotidiane purtroppo ricche di accadimenti tristi relativi a minori e adolescenti. In più per chi ha già tante paure gli esempi degli amici non sono d'aiuto, anzi. Ci sono coloro che lamentano la mancanza di sonno, la perduta sintonia con la propria compagna, il non avere più tempo da dedicare a se stessi, ecc. Insomma di motivi che possono spingere una coppia ad aspettare ad avere un figlio ce ne sono tanti, ma d'altra parte quando è il momento giusto? Razionalmente un punto di partenza può essere la sicurezza economica dei partner, il possedere una casa, la stabilità del rapporto, ecc., ma tutto questo non basta. La decisione di avere un figlio è un salto nel vuoto che si compie in due e se uno ha paura l'altro deve aiutarlo, quanto meno a capire perché vuole aspettare. Ma la persona che invece lo desidera è disposta ad aspettare? E soprattutto per quanto tempo? 
La prima cosa da considerare è che se il desiderio di un bambino sopraggiunge per rinsaldare un rapporto di coppia precario, allora è meglio fare un passo indietro. L'arrivo di un figlio e le responsabilità che ne conseguono tendenzialmente complicano la routine di una coppia e fanno emergere i problemi in modo più forte ed evidente. Se il partner ha paura di perdere i suoi spazi e il tempo da dedicarsi nel rapporto a due, è fondamentale organizzarsi e chiedere aiuto. L'errore da non commettere è quello di voler fare tutto da soli con il risultato di stancarsi e di essere esausti quando c'è il tempo da trascorrere con il proprio compagno. Allora ben vengano gli aiuti di nonni, babysitter e asili nido. Rassicurare il proprio partner sulla possibilità di organizzarsi e di mantenere spazi per stessi può essere un modo per pensare che un figlio non rivoluzionerà in modo eccessivo la propria quotidianità, se non in meglio. 
A volte il timore di non essere all'altezza di educare un bambino spaventa così tanto che una persona preferisce evitare di averne. Cosa fare in questi casi? Innanzitutto è bene rassicurare il proprio compagno sul fatto che non esistono padri perfetti. In seconda battuta ci si può confrontare in merito alle proprie famiglie, al tipo di educazione ricevuta, ai modelli che si sono seguiti durante la crescita. Esistono in commercio anche tanti libri utili alla preparazione della paternità e della maternità da leggere insieme, che possono aiutaare a fugare dubbi su come gestire e confrontarsi con i bambini anche molto piccoli. Alla base di tutto è fondamentale che vi sia un dialogo sincero e appassionato. È auspicabile infatti che un bambino sia figlio non solo dell'amore tra due persone, ma anche il frutto di una sinergia di pensieri puri, leali, pieni di fiducia e passione per la vita. Tanto da generarne una nuova da ammirare nella bellezza della sua crescita ed evoluzione.

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