Degrado urbano, ma a pagare sono sempre i cittadini onesti.

di Grazia Nonis. L’ennesimo imbecille che viene a fare il turista in Italia e decide di non farsi dimenticare incidendo a caratteri cubitali l’iniziale del suo nome, la lettera K, sul un muro interno al Colosseo. Ormai lo sanno anche gli Zulù dell’Africa o gli indigeni della foresta amazzonica che qui da noi si può rovinare, imbrattare e usare da orinatoio qualsiasi piazza, sito archeologico o edificio storico senza poi pagare pegno. A onor del vero, questo Zorro figlio di Madre Russia è stato prontamente fermato e arrestato, ma lui e noi sappiamo come andrà a finire. Alcuni reati sono stati depenalizzati, la durata dei processi sfida le ere geologiche e i cavilli di questa cieca giustizia italiana permetteranno a questo pirlosky russoski di sfangarla grazie al sovraffollamento delle carceri. E chi pagherà per l’opera di restauro? Lui…. teoricamente. Ma se è un nullatenente saremo noi a pagare. Come sempre e come al solito. Chissà, magari al suo paese l’avrebbero appeso per le palle e marchiato la schiena con una bella K.

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