Matteo Renzi, il Creatore (...di posti di lavoro!?).

Uno sciopero non s’inventa, così come non si creano posti di lavoro per decreto legge! Scioperare è manifestare il proprio dissenso, la propria insoddisfazione per come vanno le cose, per come viene gestito il potere, facendo sapere alla controparte che bisogna “cambiare”, ma sul serio e non per finta. Il tempo degli spot si è concluso. Adesso gli italiani aspettano fatti concreti: lavoro e occupazione per tutti, salari e pensioni dignitosi, servizi pubblici efficaci ed efficienti, fisco giusto ed equo, immigrazione controllata. Con lo sciopero si rivendicano diritti disattesi, si chiede giustizia ed equità sociale. Arrivare a scioperare è la scelta estrema e l’ultima speranza per manifestare il proprio disagio: non si scende in piazza per “ragioni inventate”! Non si sciopera, rimettendoci di tasca propria la paga di un’intera giornata di lavoro, che al giorno d’oggi non è un sacrificio di poco conto, tanto per fare una passeggiata di piacere per le vie della città! Non si sciopera così, tanto per fare, e finchè sarà possibile esercitare questo sacrosanto diritto - almeno fino a quando a qualcuno non verrà in mente di abolirlo con un voto di fiducia in Parlamento - chiunque ha il “diritto-dovere” di manifestare per far sentire la propria voce, per rivendicare le proprie ragioni.
Stipendi e pensioni da fame, mentre lorsignori scialano sui sacrifici degli italiani, disoccupazione e debito pubblico ai massimi storici, sanità, giustizia, scuola e pubblica amministrazione all’abbandono, ambiente e clima, immigrazione, tasse e casa, non sono "ragioni inventate"! Lo "sciopero" e il "voto" sono l’essenza della democrazia. Non esistono altre forme di espressione civile, pacifica e democratica per chi non ha più voce in questo Paese, soprattutto quando si nega ai cittadini il diritto di votare e di scegliersi i propri rappresentanti imponendogli dall’alto governi e parlamentari che non rappresentano il popolo sovrano, perché quel popolo - così poco sovrano, ma tanto incazzato - non li ha mai votati! Comunque sia, il premier senza voti attacca i sindacati per aver proclamato lo sciopero generale: "Ci sono stati più scioperi in queste settimane che contro tutti gli altri governi. Ma il governo sta cercando di mettere in piedi tutte le azioni necessarie per far ripartire il lavoro. Se coloro i quali non hanno mai scioperato in passato, oggi scioperano sempre, gli faccio i miei auguri. Non mi preoccupo di far scioperare le persone ma farle lavorare. Anziché passare il tempo a inventarsi ragioni per fare scioperi, mi preoccupo di creare posti di lavoro perché c'è ancora tantissimo da fare. Il Paese è diviso in due: tra chi si rassegna e chi va avanti. Ma chi oggi in Italia continua a tener duro sta ottenendo risultati. Non mi preoccupo: possono far scioperi ma noi abbiamo promesso che cambieremo e, piazza o non piazza, le cose le cambiamo". Parola di boy scout.

2 commenti:

  1. Beh, questi "Stati Generali" stanno durando un po' troppo.... servirebbe, ai duri d'orecchie, uno sciopero con serrata dei negozi, uffici, fabbriche, di un giorno intero, e se non capiscono... la Storia insegna.

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  2. Quel signore della foto è troppo citato andrebbe ignorato. Solo in Italia lui poteva fare una simile carriera, all'estero non di certo.

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