Pensionati d'Italia: Non stiamo per niente 'sereni'!

Cresce il malessere e monta la protesta degli italiani contro "il governo del non fare, delle chiacchiere e delle tasse"! Così dopo metalmeccanici, studenti, poliziotti e infermieri oggi è toccato ai pensionati scendere in piazza contro l'equazione mortale "Pensionati=Povertà"! Non esiste nessun disegno per spaccare in due il Paese, come sostiene Matteo Renzi, ma c'è un Paese forte e unito come non mai per rivendicare i propri diritti e reclamare una vita decente e dignitosa! La corsa al ribasso su stipendi e assegni previdenziali è inarrestabile, peggio ancora del debito pubblico.
Con l'entrata in vigore della moneta unica europea le pensioni sono state prima dimezzate - chi aveva una pensione da 1milione di lire oggi si ritrova con un assegno previdenziale di appena 500 euro!!! - e poi da 15 anni mai "aggiornate" al caro vita. E intanto l'esecutivo mette tasse su tasse, e tartassa soprattutto i pensionati che a questo punto non si fidano più del governo e scendono in piazza a manifestare tutto il loro malessere, stufi delle solite chiacchiere ed in attesa di risposte! "#NonStiamoSereni", i pensionati "vogliamo delle risposte", perché "non si vive di promesse", è lo slogan con cui oggi i pensionati protestano con una giornata nazionale di mobilitazione unitaria dei sindacati di categoria Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uil-Pensionati, a Milano, Palermo e Roma. I sindacati dei pensionati incalzano il governo ricordando, negli slogan delle tre manifestazioni, una serie di promesse che attendono una risposta. "Questo governo ha promesso più equità", sottolineano chiedendo "meno tasse anche ai pensionati" perché "la vita è uguale per tutti". Una delle richieste al governo è l'estensione anche ai pensionati del bonus da 80 euro. E ancora, tra le promesse per le quali si chiede una risposta, "risorse per la cura", "meno sprechi", "più welfare". I pensionati "vogliono risposte", sottolineano più volte, "per il lavoro dei nostri figli e nipoti. Per lo sviluppo e l'occupazione. Per tutelare il reddito da pensione. Per un welfare pubblico e solidale. Per una legge sulla non autosufficienza. Per la lotta a sprechi e privilegi. Per estendere la riduzione delle tasse anche ai pensionati perché discriminarli è una grave ingiustizia".
Nella notte delle elezioni di midterm gli americani, delusi dalle politiche economiche e sociali del governo, hanno dato il ben servito a Barack Obama, presto, molto presto, o almeno quando lorsignori decideranno di riaprire le cabine elettorali, anche gli italiani presenteranno il conto a Matteo Renzi!

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