Statali: morti di fame, ma col posto fisso!

Fumata nera per il rinnovo del contratto del pubblico impiego: non c’è trippa per gatti! Ma intanto i topi del Palazzo ballano sulla cresta sempre turgida dei loro privilegi e sfrecciano su quelle che da blu sono diventate auto di… tutti i colori. Insomma, i travet dello Stato salveranno, sì, il posto di lavoro, ma si scorderanno l'aumento di quello stipendio che è fermo da 15 anni, dimezzato nel suo potere d’acquisto dal caro vita e dall'entrata in vigore dell’euro. "Nessuno perderà il posto per effetto della riorganizzazione della Pa. Nessuno andrà a casa".
Così il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, ha rassicurato i sindacati nell’incontro a Palazzo Chigi sul pubblico impiego. Ma, attenzione, avverte il ministro, "anche se la riapertura del contratto è nell’agenda del governo nel 2015 non sono previste in bilancio risorse per i rinnovi contrattuali", quindi niente aumenti in vista! "Anche noi sappiamo che è un problema il contratto bloccato da sei anni - ha aggiunto Madia -, ma abbiamo scelto di concentrare le risorse su chi stava peggio. Il bonus da 80 euro andrà a un lavoratore pubblico su quattro, circa 800mila dipendenti pubblici". I sindacati incassano, muti e rassegnati, non se la sentono di rimettere sul tavolo meritocrazia e soprattutto permessi e distacchi sindacali. E intanto quei famigerati 80 euro di cuneo fiscale, tanto sbandierati dal governo delle giovani marmotte, finiti nelle tasche dei travet con stipendi al disotto dei mille euro sono stati già ampiamente bruciati dalle tasse. Il gioco delle tre carte continua. Tutti sanno chi bara, ma nessuno lo dice!

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