Bergamo, una scuola senza Presepe?

di Maria Pia Caporuscio. Vietare il Presepe nelle scuole di Bergamo è una vera e propria forma di razzismo al contrario! Che senso ha giustificarsi che nelle scuole ci sono molti bambini stranieri che professano altre religioni? In Italia noi abbiamo la “religione cattolica” e per tutti noi il Natale è la festa per eccellenza. In nome di cosa questo preside si permette di azzerare una delle nostre più antiche tradizioni? La scusa che la scuola è frequentata da stranieri rende questo gesto ancora più grave. In una società civile sono i nuovi arrivati che devono integrarsi con i residenti, non il contrario.
Non è possibile che degli ospiti si permettano di dettare ordini in casa altrui! Signor preside cominci lei a rispettare gli abitanti di questo paese e per favore non si permetta di definire razzismo la difesa delle nostre tradizioni, altrimenti è sua la colpa se a queste forme di sopraffazione, (mancanza di educazione prima ancora che di rispetto) la popolazione italiana si ribella. Che direbbe se ci comportassimo anche noi allo stesso modo vietando agli stranieri di professare i loro culti? Anche noi potremmo sentirci “discriminati” essendo cristiani, non le pare? Il Natale per i bambini italiani è sempre stata una magia, la festa più attesa dell’anno, la più dolce e poetica, che resta scolpita nella mente per tutta la vita e privarne i nostri figli è un vero e proprio delitto. Questo mondo sta divenendo invivibile, tutto ciò che era positivo viene annientato, a cominciare dalla sete di soldi che è diventato il nuovo dio, la corruzione, l’abuso di potere, la cancellazione dei diritti Il preside chiarisce: il presepio si può faree la sottomissione della giustizia al profitto, si sta preparando un inferno in terra per i nostri discendenti, fermatevi! Ora ad aggiungersi a questa lugubre lista arriva anche qualche preside delle scuole, a privare i nostri figli anche di quei pochi momenti felici, costretti a guardare questo degenerato mondo privo di umanità. Impedire di sognare ad un bambino equivale a privarlo della libertà, a bloccargli la crescita: se non ci fossero stati i sogni, saremmo rimasti tutti all’età della pietra!
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IL PRESIDE CHIARISCE: IL PRESEPE SI PUO' FARE. Dopo le polemiche legate al presunto divieto del preside della De Amicis, Luciano Mastrorocco, di realizzare un presepe a scuola, al Centro socio culturale di Celadina si è tenuta sabato 6 dicembre una conferenza stampa per chiarire la vicenda alla quale sono intervenuti il preside, il sindaco e il parroco del quartiere. Più tardi sono arrivati anche il segretario della Lega, Matteo Salvini e Roberto Calderoli, con un presepe al seguito. Ed è stato il preside Mastrorocco a spiegare cosa sia successo: "Il caso è stato amplificato oltre l’inverosimile. Tempo fa parlando con una maestra di vari argomenti era saltata fuori anche la possibilità di fare o meno il presepio. Io le avevo semplicemente detto quale era il mio quadro di riferimento dei valori, i principi guida che mi hanno ispirato fin dal 2007, ovvero da quando ricopro questa carica. I principi di una scuola aperta e dialogante che deve unire e non dividere e in cui sia promossa la partecipazione di tutti nella comunità di appartenenza. Il discorso è stato però equivocato, la maestra ne ha parlato con un genitore ed è nato il caos. Ma io non ho mai vietato di fare il presepio, ho dato libertà ai singoli insegnanti di decidere cosa fosse meglio in base alla loro specifica realtà scolastica e alla loro esperienza. Tanto che negli anni scorsi in alcuni plessi c’era il presepio e in altri no".

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