C'è voluto Renzi per spaccare la società.

di Gerardo Lisco. I tanti che hanno pensato che il progetto di modernizzazione di Renzi fosse una serata di gala, adesso sono serviti. Siamo in presenza dell’ufficializzazione della lotta di classe dei ricchi contro i poveri. Credo che il Jobs Act, le riforme istituzionali, l’approvazione della legge di stabilità, la riforma della P.A., il disegno di privatizzazione delle partecipate pubbliche, la rivisitazione della spesa pubblica ed altro ancora abbiano reso ormai chiaro il disegno renziano anche a molti di coloro che hanno esultato per l’ascesa di Renzi. Molti hanno applaudito e si sono esaltati quando ha umiliato e messo all’angolo i cosiddetti “rottami” che per anni hanno, a suo dire, predicato senza concludere nulla. Peccato, però, che molti di coloro che hanno applaudito non hanno capito che spesso quel “vecchiume” apparentemente inconcludente compiva atti tenendo presente la sostenibilità sociale dei provvedimenti e la coesione sociale e operava in modo da includere nei processi sociali il maggior numero di pezzi di società.
Non è un caso che c’è voluto Renzi per mettere mano a una riforma del mercato del lavoro come il Jobs Act, capace di introdurre massicce dosi di liberismo nel mercato del lavoro contestualmente a un moderno bracciantato. C’è voluto Renzi per introdurre controriforme che, lette in prospettiva, nel giro di qualche anno determineranno la più rigida restaurazione gerarchica del sistema sociale limitando in concreto le chance di mobilità sociale utili alla sua crescita. C’è voluto Renzi per introdurre una riforma del sistema fiscale in cui, dietro la terminologia inglese ostentata dalla Direttrice dell’Agenzia delle Entrate, si nasconde un indirizzo politico che finirà per legittimare evasione ed elusione fiscale. C’è voluto Renzi per introdurre una riforma delle Province che non solo non ha eliminato l’Ente in questione e non ne ha ridotto i costi, ma ha limitato gli spazi di controllo e di partecipazione democratica da parte dei cittadini sottraendo loro il diritto di eleggere i propri rappresentanti e consegnandolo al ceto politico. Per realizzare la sua idea di modernizzazione restauratrice Renzi ha operato frantumando la coesione sociale, ha operato contrapponendo pezzi di società ad altri pezzi di società. Il conflitto sociale è stato guidato e alimentato in modo talmente abile che a contrapporsi sono quei pezzi di società che più subiscono la modernizzazione restauratrice di Renzi. Poveri contro poveri. Emarginati contro emarginati. Precari contro precari. I figli contro i padri. Generazioni contro generazioni. La vera forza politica di Renzi è nella frantumazione sociale e nell’accentramento del potere decisionale nell’ambito del “cerchio magico” del quale si è circondato. Il “vecchiume”, la classe politica rottamata, pur con i suoi limiti e i suoi difetti, non si sarebbe mai sognato di spaccare la società. Per rendersene conto è sufficiente dare un’occhiata a certi sondaggi. Se alcuni sondaggi non fossero degli indicatori sufficientemente validi basta leggere talune notizie, le quali per quanto edulcorate e passate al setaccio da una sorta di un nuovo Min.cul.pop., rendono l’idea. Penso ad esempio al conflitto sociale scoppiato ultimamente a Roma, ai disordini sociali nel quartiere San Siro di Milano o allo “sciopero sociale” dei giorni scorsi, ecc... Forse il dato più significativo circa la frantumazione del sistema sociale sono proprio i dati elettorali delle elezioni regionali tenute in Calabria e in Emilia Romagna. Non è un caso che Renzi abbia dichiarato che l’astensione è un elemento secondario. Ha detto esattamente ciò che pensa. Per realizzare il disegno restauratore del quale è portatore ha bisogno di un consenso a geometrie variabili che si compone e scompone a seconda dei temi. L’alta percentuale di astensione e del non voto era già rintracciabile in tornate elettorali precedenti. Penso alle elezioni comunali a Roma, le stesse elezioni europee, le elezioni regionali in Basilicata e in Sardegna fino a quelle ultime della Calabria e dell’Emilia Romagna. L’altra sera a Ballarò la Bonafè ha affermato che il Sindaco di New York è stato eletto con il 37% dei voti. Questa affermazione, come quella di Renzi, sono il vero pensiero politico dominante in Italia. La Democrazia è un costo, meglio ridurla se non eliminarla del tutto. La modernizzazione che Renzi sta cercando di attuare non è molto diversa da quella della Thatcher o di Reagan, ha ragione la Camusso. L’azione del Governo Renzi mira a raggiungere due obiettivi e cioè favorire l’accumulazione capitalista ossia la concentrazione della ricchezza in un numero di persone sempre più ridotto e limitare contestualmente gli spazi democratici. Entrambi questi obiettivi rientrano in un disegno più ampio che attiene la ristrutturazione del sistema sociale italiano e la riduzione dello Stato - Nazione in funzione del consolidamento di un sistema di potere oligarchico e tecnocratico rappresentato dalle istituzioni della UE. Il vuoto politico, creatosi a partire dalle Elezioni Europee, ha fatto si che oggi siamo in presenza dello scollamento della società italiana dalle istituzioni nazionali e di una conflittualità sociale che ha bisogno di una proposta politica di democrazia sociale.

7 commenti:

  1. GERARDO, scusa ma non puoi essere più conciso?
    La sintesi Gerardo, la sintesi.
    RENZI non ha nessuna colpa, Lui va avanti per la sua strada! La responsabilità politica con la P maiuscola l'hanno tutti coloro che votano per il PD. Per carità la mia non è una critica ma una presa d'atto. Se continua a vincere il PD è perchè alla maggioranza va bene così. Sono democratica ed accetto il giudizio della maggioranza. Gerardo mi raccomando sintesi.
    Angelina T.

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  2. A Torino. In Piemonte. PD vince, vince, vince. La gente ama FASSINO! La gente ama Chiamparino. Torino è da sempre:Prima PCI, poi PDS, ora PD. Bisogna piegare il capo. E dire grazie a coloro che non andando a votare ratificano questa siruazione. Pazienza bisogna solo accettare il volere di chi legirrimamente vota e non sta a casa.
    Don Mariano

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  3. Penso che in ITALIA tutto sommato c'è voglia di conservazione. Altrimenti non si spiega il successo del PD. Può non piacere ma il PD continua a vincere. SE la gente continuerà a votarlo non ci rimane che accettare.

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  4. Ma si godano il PD. Mal comune mezzo gaudio. Ogni popolo ha quello che si merita. Non prendiamocela. Prima o poi capiranno che anche loro che votano PD ci rimettono.

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  5. Mi immagino le risate che si fanno alle nostre spalle. Come sopportano che bravi cittadini:Hahhaa hanno ragione continuano a ridere e noi a lasciare che tutto continui così! La colpa delle cose è sempre di chi le accetta. Non è colpa di chi comanda ma di chi legittima certe situazioni. Meditate gente, meditate.

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  6. Sopportare, sopportare, sopportare è una specialità italica. Non sopportiamo che l'arbitro dia un rigore contro. ma in compenso sopportiamo altre cose ben più serie

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  7. Il Declino della società
    Le Generazioni nate nel dopo guerra cresciute ne l’opulenza si dividono in due categorie classe politica serva delle lobby e i succubi Troppo presi da diete e stronzate varie.
    Non vi siete resi conto che da gli anni 80 Fate uno solo pasto completo al giorno
    ( per mantenere la linea)?.
    Dopo il boom economico (ricordo che) Dopo tanta fame il Popolo Incominciò a fare due pasti completi al giorno + la colazione come i benestanti.
    Dal boom economico sono trascorsi 54 anni e tutte le conquiste fatte con sacrificio dai vostri Padri per indolenza le avete riconsegnate ai parassiti.
    Vi siete accorti troppo tardi che pur avendo un lavoro non riuscite ad arrivare alla terza settimana del mese.
    Là differenza fra la nostra generazione e la vostra ? noi non digiunavamo per fare la dieta digiunavamo perché spesso non c’era nemmeno il pane.
    VITTORIO .A
    PS Il Popolo per tutti gli abusi subiti dovrebbe chiedere Giustizia chiamando in causa tutti i parassiti che in 66 anni di repubblica si sono arricchiti rubando al Popolo
    In caso di colpevolezza? Là punizione dovrebbe essere di esempio non depenalizzata come avviene oggi
    Grazie al sistema dà loro creato che permette a gli avvocati di menare il can per l’aia sino alla prescrizione del reato.

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