Licenziabilità degli Statali? Renzi se ne lava le mani!

Meno soldi in busta paga e nelle pensioni, meno diritti, ma stesso tasso di disoccupazione e statali licenziabili. Eccolo il jobs act delle giovani marmotte pronto e servito! In molti dopo le picconate all'articolo 18 e l'approvazione delle nuove norme sui licenziamenti individuali e collettivi, avevano sentito puzza di bruciato, intuendo che dietro tutto ciò ci fosse la volontà da parte del governo Renzi di sfoltire la giurassica macchina statale dando il via libero alla licenziabilità dei dipendenti pubblici.
Lasciando da parte tutte le discussioni che un tale argomento sarà in grado di dare in pasto ai media e quella parte d'Italia che da sempre vede gli Statali come fumo negli occhi, il giorno dopo l'approvazione dei decreti attuativi è sconto sulla licenziabilità dei dipendenti pubblici e Matteo Renzi, come Ponzio Pilato, se ne lava le mani: "Sarà il Parlamento a pronunciarsi su questo punto, sollevato da Ichino. Esiste giurisprudenza nell’uno e nell’altro senso. Ma non sarà il governo a decidere. A febbraio, quando il provvedimento sul pubblico impiego firmato da Marianna Madia verrà discusso in Parlamento, saranno le Camere a scegliere. Non mancherà il dibattito, certo". E alla Cgil che è sul piede di guerra risponde: "Ho il massimo rispetto per il sindacato, e lo dico senza polemiche né ipocrisie o ironie. Ma non sono il tipo che si lascia impressionare dalle minacce. Meno che mai della Cgil. Che ha manifestato, scioperato, e avversato in ogni modo le nostre riforme. Se ha altri modi per dire no, lo spiegherà di fronte al Paese, ci trova al solito posto, a Palazzo Chigi a provare a cambiare l’Italia". Ma è proprio sulla licenziabilità degli statali che casca l'asino. Anno nuovo, Capo dello Stato nuovo e governo vecchio? Tre milioni e mezzo di dipendenti pubblici sono un numero che fa paura non solo alla spesa pubblica, ma soprattutto a chi si prepara a chiedere voti anche a quei tre milioni e mezzo di Statali più relative famiglie al seguito!
_________________________________________________________________________________ LA REPLICA. di Renato Brunetta. La frenesia di nuovi annunci di riforme epocali sulla PA fa dimenticare al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ci sono leggi vigenti che potrebbero ben attuare quello che lui ha promesso nella conferenza stampa di fine anno. Licenziare i dipendenti che non lavorano, chi non timbra il cartellino, premiare gli onesti. Tutto questo è possibile, basta applicare la riforma Brunetta senza nessuno spreco di energia di una nuova riforma.

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