Scusateci se non riusciamo a produrre quanto voi rubate!

Con tutte le tasse che paghiamo, con tutti i sacrifici che ci hanno imposto in questi anni di crisi, scanditi dalle loro politiche lacrime e sangue per i "soliti fessi", dovremmo avere giardini lussureggianti, strade e marciapiedi tirati a lucido, attese solo di qualche giorno per una visita medica specialistica, trasporto pubblico puntuale ed efficiente, smaltimento dei rifiuti che funziona meglio di un orologio svizzero, scuole e università all’avanguardia, processi che arrivano a sentenza nel giro di qualche mese, stipendi e pensioni decorosi. Invece siamo il fanalino di coda del mondo civilizzato. La corruzione, il maneggio, il magna magna, la criminalità, ci tengono perennemente sotto scacco alimentando un debito pubblico senza precedenti!
 
A Roma hanno scoperto l'ennesima 'cupola mafiosa' con dentro politici di ogni colore, ex sindaci, dirigenti pubblici. Un’organizzazione che succhiava il sangue alla capitale d'Italia. Ma sarebbe troppo comodo mettere all’indice “Roma ladrona”. Qualcuno l’ha già fatto e poi sappiamo bene com’è andata a finire! La lista di politici e amministratori, dirigenti e imprenditori, portaborse e omuncoli a libro paga del malaffare è senza fine e attraversa in largo e in lungo tutto lo Stivale. Parte dal Nord con Expo e Mose, passa per Roma e Napoli, per scendere in Calabria e finire in Sicilia. 
L’Italia è orfana di legalità, giustizia, democrazia, trasparenza, etica e libertà. 
“Mafia Capitale” scoperchia il tombino della fogna lasciando uscire fuori i miasmi di una classe dirigente sporca, incapace e corrotta fino al midollo, e fa emergere tutta l’ipocrisia di chi manifesta contro rom e clandestini, di chi si strappa le vesti in difesa dei più deboli, per poi essere tra i primi a mangiarci sopra. 
Pecunia non olet e i soldi non hanno colore politico. Il fetore della corruzione si diffonde dappertutto e la “mazzetta” è diventata “sistema”.
Politica e Mafia sono spesso le due facce della stessa medaglia: un “sistema” di conquista e conservazione del potere nel tempo. Il sodalizio tra nemici che fingono di combattersi, ma che in realtà si siedono allo stesso tavolo per spartirsi la torta.
In questi giorni si va parlando di “riforme” capaci di ridare sviluppo e lavoro ad un Paese dilaniato da scandali e ruberie. Ma l’unica vera, grande, riforma in grado di salvare l’Italia è la riforma delle giustizia, la lotta alla corruzione e all'evasione fiscale. Lì vanno indirizzate quante più energie possibili. Un Paese corrotto e mafioso non ha nessuna speranza di potercela fare.
Il cancro che impedisce all’Italia di uscire dal tunnel della crisi e della depressione economica e sociale è la corruzione delle mafie, non l’articolo 18! 
Comunque sia, vi chiediamo umilmente di scusarci se non riusciamo ad adeguarci, a piegarci al "sistema", ma soprattutto vi preghiamo di scusarci se non riusciamo a produrre quanto voi riuscite a rubare!

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