Il potere toglie diritti e impone solo doveri.

di Maria Pia Caporuscio. Quando un popolo si arrende all’ingiustizia, quando arriva a subirla come una “regola”, quando rinuncia a lottare per i suoi diritti, quando addirittura sottomette la propria dignità al “pappone" di turno senza ribellarsi, merita tutto quello che gli viene fatto! Un uomo non deve riconoscere, eseguire e rispettare solo i doveri imposti
dall’alto, ma deve pretendere che vengano rispettati dall'alto, anche i propri sacrosanti diritti! La popolazione moderna sta uscendo dal percorso “naturale” delle cose, sta percorrendo una strada sbagliata senza rendersene conto, visto che si sta lasciandosi riportare indietro, piuttosto che proseguire avanti come natura crea. Sta affidando (e non è la prima volta) nelle mani di esseri in tutto e per tutto simili (anzi molto spesso peggiori di essa) la gestione della propria vita, esattamente come succedeva nel Medio Evo, rinuncia alla facoltà di decidere del proprio destino, delegando questa gente a farlo al suo posto, quasi si trattasse di cosa che non riguarda la propria personale qualità di vita e quella dei propri discendenti, ma di qualcosa di astratto. Ci stiamo dimenticando che l’essere usciti dal sistema feudale non è stato affatto dovuto ad atti di generosità da parte della “nobiltà” ma a feroci lotte e guerre e rivoluzioni per riuscire a raggiungere il sistema Democratico (seppur ancora imperfetto) che conosciamo: il potere toglie non dà e mai dovremmo dimenticarci questa feroce verità! Purtroppo il “potere” aggiorna continuamente i propri mezzi e non avendo più un popolo di analfabeti da sottomettere con le chiacchiere o la violenza fisica, tenta (riuscendoci in pieno) di convincerli ribaltando la realtà delle cose. Dopo aver comprato governanti idioti o disonesti nonché organi dell’informazione senza dignità, oltre a manager privi di scrupoli, hanno studiato insieme la realizzazione di quel film dell’orrore cui stiamo assistendo e che purtroppo ancora non ne conosciamo il finale. Il terrore che il nostro pianeta non sarebbe più in grado di fornire cibo per sfamare miliardi di bocche e una crisi economica, frutto di barbari crimini contro i beni pubblici e provocata ad arte, privatizzando i colossi statali svenduti e lasciati fallire, indebitando le nazioni e provocando in tal modo milioni di disoccupati, che privati del solo mezzo di cui dispongono per riuscire a sfamarsi: la forza lavoro, riescono a convincere le masse ad accettare per buona la testi che necessita un ritorno al passato, quando la classe lavoratrice non conosceva diritti ma solo doveri, quando i lavoratori venivano considerati non come esseri umani ma schiavi, esattamente alla stregua degli animali. Ma quando riusciremo a capire che se si permette ad un individuo di diventare ricco, lasciandoci portare via quel che appartiene a noi per diritto di nascita, scatta una molla nel suo cervello che lo fa impazzire e mai più sarà in grado di fermarsi. Il ricco vuole essere sempre più ricco, non conosce limiti all’avidità che diventa patologica. Quando ci sveglieremo da quel coma mediatico che ci fa ritenere normale che su questo pianeta debbano coesistere ricchi e poveri quasi si trattasse di una “legge di natura” e non della sozza volontà di chi vuole vivere sulle spalle degli altri? Quando arriveremo a mettere le radici della “giustizia sociale” alla cultura repubblicana?

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