Magalli for President!

Visto che 'chi di dovere' si guarda bene dal fare i nomi dei candidati alla Presidenza della Repubblica, allora ci pensa internet: Giancarlo Magalli su tutti, poi seguono Luca Sardella, Rocco Siffredi, e ancora Gianni Morandi, Antonio Zequila, e molti altri ancora. La scelta del nuovo Presidente della Repubblica appassiona il popolo del web e non solo. Nei giorni in cui la politica è alla ricerca di un nome condiviso per eleggere il nuovo inquilino del Colle più alto della capitale, si affolla la schiera di candidati che si propongono come eredi di Napolitano, a metà tra lo scherzo, la provocazione e l'invocazione al cambiamento. Fatto sta che - nella Repubblica delle banane, ieri fondata sul lavoro e che oggi affonda nel cazzeggio e nelle furfanterie della malapolitica - col passare dei giorni l’ipotesi di Magalli al Quirinale comincia ad apparire plausibile o comunque non scandalosa, specie quando si leggono certi altri nomi.

2 commenti:

  1. Tutti coloro che stanno dicendo peste e corna del patto del Nazareno e della sua estensione (e addirittura della sua finalizzazione alla creazione di un nuovo soggetto politico) dovrebbero fare una proposta sul Presidente della Repubblica perché non sia espressione del Nazareno, come ormai scrivono tutti i giornali, e quindi di quella che si può definire una «trattativa privata» (fino alla rottura in Senato, tutti negavano che nel patto ci fosse anche il Quirinale, ma ormai tutti ammettono che non era vero).

    Se fosse un’iniziativa che nasce in Parlamento, oltre al Nome della Rosa (e alla Rosa dei Nomi), costringerebbe tutto il Pd a un dibattito vero, non al solito ‘canguro’ tra le dichiarazioni, al termine delle quali si arriva puntualmente all’«o così, o niente».

    Un candidato NN, non-Nazareno, che non nasce tra quattro mura, ma all’aperto, nell’aula parlamentare e nella società italiana, perché le sappia rappresentare entrambe, con autorevolezza e autonomia (che poi sono la stessa cosa). Un candidato che possa arrivare ai voti necessari, senza essere il candidato di questo o di quello.

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  2. Sa tanto di perditempo questa storia della rete che sceglie il candidato presidente. Una trovata tutta italiana voluta dal potere per tener impegnato il popolo in cose che, appunto, non sono ne serie ne utili perché, tanto, il presidente, come sempre, viene scelto a tavolino tra i partiti che, apparentemente si scannano ma che nella realtà, oggi più che mai, vanno a braccetto. E questa volta, a quanto sembra, al tavolino ci sarà anche il M5stelline.

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