Vorrei un Presidente della Repubblica che...

di Raffaele Pisani. Vorrei un Presidente che si impegnasse con tutte le sue forze per far bandire il termine “precario” da ogni contratto di lavoro perché il lavoratore precario è condannato a vivere in una insicurezza quotidiana che non gli permette di costruirsi né una famiglia né un futuro e vive sgomento una quotidianità senza sogni e senza speranze, appesa sempre ad un filo che improvvisamente può spezzarsi facendolo precipitare nella più sconfortante umiliazione. Vorrei un Presidente che intervenisse con tutta la sua autorità affinché in ogni aula scolastica fosse esposto il Crocifisso e per Natale ogni scuola realizzasse il presepe.
Vorrei un Presidente custode integerrimo della giustizia, della certezza della pena e nemico dichiarato delle condanne-farsa, dei tempi lunghi per i processi e della conseguente prescrizione per la scadenza dei termini. Vorrei un Presidente di specchiata onestà che sapesse trasmettere col suo esempio questa sua qualità a tutti gli italiani; che non appartenendo a nessuna corrente politica sapesse invece dare un senso di appartenenza a quanti l’hanno perso, a tutti quelli che cercano, anche inconsciamente, un punto di riferimento, una forza aggregante per sentirsi veramente “nazione”. Vorrei un Presidente che si impegnasse a fare risolvere il grave problema del sovraffollamento delle carceri rendendo, per tutto ciò che è possibile, umanamente dignitoso il “soggiorno” dei detenuti, cosa questa che sicuramente rappresenta il primo passo per sperare in un possibile recupero di chi ha sbagliato e sta pagando. Vorrei che il mio Presidente prestasse tutta l’attenzione possibile affinché non fosse calpestata la dignità di alcun essere umano, pure se questi ha sbagliato, offeso e tradito la comunità sociale. Vorrei un Presidente che prendesse a cuore la possibilità di dare la giusta importanza agli incontri “privati” dei detenuti con le rispettive mogli - naturalmente dopo un’accurata selezione - e facesse quindi comprendere l’importanza di un tale provvedimento che sicuramente allenterebbe molto le tensioni all’interno delle carceri. Vorrei un Presidente che riportasse in Italia i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone detenuti dal 2012 in India perché accusati di avere sparato durante un’operazione antipirateria uccidendo due pescatori. Vorrei un Presidente che sapesse portare alto il nome dell’Italia in patria e all’estero, che ci facesse sentire orgogliosi di essere italiani, che sentisse scorrere nelle sue vene e nel suo cuore il sangue di tutti gli eroi, i martiri, le persone sconosciute e “comuni” che hanno creduto in un‘Italia onesta, libera e democratica e, sognando e credendo in questa Italia, hanno lottato e sacrificato la loro vita per questi ideali. Vorrei un Presidente che sensibilizzasse il Governo a stanziare fondi adeguati per la scuola, la cultura, le forze dell’ordine e la famiglia, pilastri fondamentali per una società migliore. Vorrei un Presidente che non permettesse ad alcun malfattore di sporcare, neppure con una sola goccia del suo lurido fango, l’avvenire, il sorriso e le speranze di tutti i nostri giovani e che nel contempo facesse venire la voglia a tutti di rimboccarsi le maniche per dare insieme la spinta per un nuovo rinascimento!

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