Cronaca... nera.

di Grazia Nonis. L’assassino di Yara è in carcere. Sempre che sia stato lui e non sia contestabile il metodo col quale è stato prelevato il DNA. Eh già, la storia insegna e il delitto di Meredith è ancora dietro l’angolo con i suoi dubbi e le sue ombre. Nel caso di Yara, è stato dissotterrato un morto, analizzato il genoma di un’intera valle e “pedinato” migliaia di celle telefoniche agganciate al perimetro del rapimento.
E’ stato perseguitato un muratore extracomunitario che lavorava nel cantiere della zona, con tanto d’inseguimento via mare dietro al traghetto che l’avrebbe riportato al suo paese. Non ultimo, tradotto fischi per fiaschi una sua telefonata in arabo grazie ad interpreti che non ce l’avrebbero fatta neanche con l’alfabeto farfallino. Sono saltati fuori tradimenti, un parto gemellare, adozioni segrete e padri di nome ma non di fatto. Insomma, un minestrone con tanti ingredienti e troppo clamore, coronato da una folla inferocita che insultava il presunto assassino fuori della caserma. Ben diverso il caso di Motta Visconti, dove un individuo ha ucciso moglie e figli. Poi, come niente fosse, s’è fatto la doccia ed è andato a vedere la partita dell’Italia con gli amici. Qui le prove ci sono, lui ha confessato e noi possiamo chiamarlo mostro a pieno titolo. Lui non è un “presunto”. Altro caso eclatante è quello del Frigatti: un 34enne che ha ucciso un uomo e ne ha feriti gravemente altri due. L’ha fatto così, perché glielo ordinavano “le voci e voleva sentirsi un uomo libero”. Anche in questo caso le prove sono provate ed il colpevole è lui. E’ un assassino. Ma il fatto che in quel momento desse di matto gli fornirà un alibi riducendo la sua pena. “L’aveva lasciato la fidanzata”, “Da piccolo ha subito violenze”, “Non ricorda ciò che faceva perché sotto effetto di droga”: mini esempio di giustificazioni che invocano clemenza per “Incapaci d’intendere e di volere”, veri o presunti, che violentano e ammazzano decidendo al posto di Dio se la vita altrui merita di proseguire. E poi ci sono quei casi che meriterebbero il titolo d’apertura, più di altri, di TG e giornali e che dovrebbero radunare folle sdegnate e inorridite nei confronti di mostri veri, e non presunti, che stanno per tornare tra noi dopo sconti di pena grazie all’indulto e al buon comportamento del condannato durante la carcerazione. Un esempio su tutti, Luigi Chiatti: il Mostro di Foligno. E’ il 1992, Chiatti rapisce e poi uccide Simone Allegretti, un bimbo di appena quattro anni, e dopo qualche mese si ripete e ammazza il tredicenne Lorenzo Paolucci. Due ergastoli di primo grado riformati a trent’anni perché l’imputato è stato ritenuto semi-infermo di mente; sottraiamone tre per l’indulto, sei per la condotta o legge Gozzini che sia, e tra pochi mesi è fuori. Che sia un malato di mente sono stati i periti a certificarlo, e che cerchi nei bambini il suo io sessuale è lo stesso Chiatti ad ammetterlo. Anzi, ha affermato che se ne avrà l’occasione si ripeterà. In galera è stato inserito, ma solo per un breve periodo, in un programma dedicato a chi ha commesso reati atroci come il suo. Peccato che poi siano mancati i fondi... Tra qualche mese sarà libero anche se, in sentenza, i giudici avevano stabilito che costui dovrà trascorrere un periodo di cura presso un Ospedale Psichiatrico Giudiziario perché socialmente pericoloso. Peccato che la chiusura degli OPG sia fissata per il 31 marzo 2015, a causa delle condizioni disumane e da lager in cui vengono segregati i detenuti. Come al solito, in Italia non si tenta mai di far funzionare bene ciò che si ha e buttar fuori a pedate le persone che hanno contribuito alla disfatta, ma si chiude un ente e se ne costruisce un altro. L’alternativa agli OPG sono delle residenze per la sicurezza sanitaria a carico delle Regioni, i REMS. Tuttavia, di concreto c’è solo il nome che li identifica, ma la loro realizzazione è... in fase di realizzazione. Inoltre, pare che il numero di posti disponibili sarà insufficiente, addirittura inferiore a quello degli ormai obsoleti Ospedali psichiatrici. Quindi, il cittadino qualunque si domanda se i responsabili del futuro di questi "incapaci" sono e saranno costretti a “calcolare” il ricovero negli OPG o REMS solo sulla base dei posti disponibili, dichiarando guarito chi, prima o poi, riceverà l’ordine supremo di uscire di casa con l’ascia in mano, oppure ubbidirà ai suoi pruriti sessuali depravati e malati che lo porteranno a devastare un’altra piccola vita.

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