Giustizia: sì a depenalizzazione dei reati lievi.

La commissione Giustizia della Camera dei Deputati ha approvato il 3 febbraio u.s. il decreto legislativo sulla non punibilità dei reati lievi, o sulla tenuità di fatto, più semplicemente noto come il 'decreto sulla depenalizzazione dei reati minori'. Il decreto legislativo predisposto dal ministro della Giustizia, Andrea Orando, prevede la non punibilità di reati occasionali e di lieve entità sanzionati con pena massima fino a cinque anni di carcere o esclusivamente con pena pecuniaria.
In ogni caso, la decisione finale, che verrà presa caso per caso, spetterà al giudice il quale necessariamente dovrà tenere conto delle parti civili e delle parti lese in un procedimento penale, ovvero dovrà valutare la possibile opposizione alla non punibilità dei colpevoli da parte delle vittime del reato ai quali verranno garantiti tutti i diritti previsti dall'attuale ordinamento. L'avvenuta assoluzione per lievità del reato commesso, secondo le disposizioni contenute nel decreto legislativo non pregiudica il risarcimento del danno in sede civile. Tuttavia la commissione Giustizia di Montecitorio, nel parere approvato ieri, ha fissato alcuni paletti restrittivi: non potrà essere considerato tenue un reato connotato da motivi futili, crudeltà, sevizie a danni di persone e animali. La Commissione, ha voluto peraltro specificare che 'sul decreto in questione si è fatta una falsa propaganda del tutto infondata. Infatti, non c'è depenalizzazione o impunità sui delitti gravi. Tutti i reati come lo stalking, le truffe ai pensionati, il maltrattamento di animali saranno regolarmente puniti'. Non potrà beneficiare del decreto chi è recidivo a commettere certi reati o chi reitera gravi reati come l'omicidio colposo. Il decreto sulla non punibilità dei reati tenui si inserisce tra le misure messe in campo dal Governo Renzi contro il sovraffollamento carceri, mentre si resta in attesa di possibili provvedimenti straordinari come indulto e amnistia che sono di competenza parlamentare. I disegni di legge per la concessione di amnistia e indulto, che erano stati accantonati lo scorso dicembre, sono stati reinseriti nel calendario dei lavori della commissione Giustizia del Senato della Repubblica già a partire da questa prima settimana di febbraio. Su amnistia e indulto 2015 si resta ancora in attesa di conoscere la posizione del nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che già nel 2006 in Parlamento votò sì alle misure di clemenza.

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