Immenso e inutilizzato il patrimonio confiscato alle mafie.

di Rodolfo Bava. Ieri, l’on. Rosy Bindi - Presidente Commissione Antimafia - ha aperto i lavori del seminario sulla riforma del Codice Antimafia. Pesanti alcune sue considerazioni. In particolare, la presente: “L’immenso patrimonio sottratto alla criminalità è oggi inutilizzato o utilizzato parzialmente”. Forse, il “parzialmente” dovrebbe essere sostituito con “in minima parte”. Infatti, quasi tutto l’enorme
tesoro sottratto alla mafia, in tutta Italia, continua a risultare inutilizzato. La stima approssimativa effettuata - in soldoni - potrebbe finanche raggiungere i 34 miliardi di euro. L’Agenzia Antimafia si inceppa nel corso dell’ultimo passaggio. Vale a dire: quando dovrebbe sfrattare le persone che occupano le ville o gli appartamenti. Persone che si identificano con i familiari dei mafiosi. E raramente agisce nell’assegnare a dei giovani o a delle cooperative formate da giovani e da meno giovani, una miriade di terreni confiscati. Quasi tutti i terreni sottratti e coltivati sono da ascrivere all’incessante attività di “Libera”. Un’Associazione auto definitasi: “Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, che è nata il 25 marzo del 1995, al fine di sollecitare la società civile a lottare le mafie ed a promuovere la legalità e la giustizia. Molte difficoltà e negatività, infine, esistono quando viene sottratta alla criminalità un’azienda o un’attività commerciale, dato che spesso finiscono con il fallire o con il chiudere i battenti. E’ la Sicilia a primeggiare nella classifica dei beni sequestrati. Ecco i risultati per alcune regioni: Sicilia n.5515, Campania n. 1218, Calabria n. 1811, Lombardia n.1186, Puglia n. 1126, Lazio n. 645. Per il parlamentare on. Lumia, ex Presidente della Commissione Antimafia, l’Agenzia dovrebbe risultare “una struttura snella e moderna, dove esercitare funzioni di indirizzo e di controllo, con poteri sostitutivi quando il territorio non riesce a camminare con le proprie gambe”. Per il Magistrato dott. Nicola Gratteri - Presidente della Commissione per l’elaborazione di proposte normative in materia di lotta alla criminalità - “L’Agenzia così come è, non funziona” e, pertanto, ha proposto di investire “in termini di risorse e personale, da assumere per concorso, secondo necessità, senza porre un limite”. L’on. Bindi, dal canto suo, ha auspicato, nel corso del predetto seminario, che il Governo possa impegnarsi, con sollecitudine, in una “riforma profonda” perché “servono - ha detto testualmente - professionalità manageriali. Strumenti più adeguati per poter vincere questa sfida”. Saranno come al solito le solite... parole, parole, parole!?

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