MoVimento5Stelle, il tramonto di una speranza.

di Gerardo Lisco. Alle ultime elezioni politiche il M5S, se non fosse stato per il voto degli italiani all’estero sarebbe stato il primo partito politico. Il premio di maggioranza sarebbe stato attribuito al M5S invece che al PD. Alle elezioni europee, dopo la campagna elettorale suicida di Grillo, ha avuto poco più del 20% dei voti.
I sondaggi continuano ad attribuirgli una percentuale intorno al 20%. Questi dati sanciscono che, nonostante tutto, un numero consistente di elettori si riconosce nell’offerta politica rappresentata dal Movimento. Anche se forse è più giusto dire che c’è una domanda di “politica” che trova come unica via per esprimersi il “vaffa” di Grillo. A fronte di un radicamento sociale fa da contraltare un gruppo dirigente che a voler essere buoni possiamo definire sconclusionato e inefficace. Alla Camera dei Deputati il Gruppo Parlamentare ha perso 18 deputati su 108. La situazione tra i senatori non appare molto diversa. Oggi alcuni di questi parlamentari si apprestano a transumare verso il PdR (Partito di Renzi), ossia si preparano a fare da supporto alla costruzione del Partito della Nazione. Il M5S per un momento ha dato l’impressione che fosse quell’elemento di novità in grado di imprimere un cambiamento reale al sistema politico italiano. Qualcuno lo ha, addirittura, considerato come il movimento politico che ha anticipato tanto Syriza quanto Podemos e invece, l’unica vera novità politica della c.d. Seconda Repubblica è la “scilipotizzazione”. Syriza e Podemos sono molto più simili tra di loro che al M5S. Syriza, come narra Dimitri Deliolanes nel saggio dal titolo “La sfida di Atene. Alexis Tsipras contro l’Europa dell’Austerità” affonda le proprie origini nella tradizione culturale e politica rappresentata dalla variegata e conflittuale sinistra Greca. Tsipras interpreta in chiave moderna la sinistra protestataria greca che è riuscito a guidarla dalla “piazza” al “palazzo” in nome dei valori culturali dell’Europa rappresentati dalle idee di: eguaglianza, democrazia, femminismo, ecc... Podemos nasce dal movimento degli Indignados che manifestava a Puerta del Sol a Madrid. Se per i temi politici che tratta è simile al movimento Occupy Wall Strett, per altri si presenta come espressione diretta della Sinistra spagnola che, non si riconosceva nel PSOE, e come Syriza cerca di reinterpretarla rispetto alle sfide che vengono dalla finanziarizzazione dell’economia e da una UE tecnocratica e neoliberista. Pur presentandosi come un movimento politico al di là delle tradizionali categorie Destra/Sinistra, elemento questo che lo avvicinerebbe al M5S, di fatto, come dimostra l’adesione dei parlamentari eletti alle ultime elezioni europee al gruppo della Sinistra Radicale, è chiaramente di sinistra. Lo stesso Pablo Iglesias, il teorico e leader di Podemos non può che essere ricondotto alla cultura politica di Sinistra. I continui richiami a Marx e Gramsci ne sono la prova. Sia Syriza che Podemos, a differenza del M5S, esprimono visione e cultura politica. Le argomentazioni politiche di Grillo non vanno oltre il “vaffa” e un generico richiamo alla riduzione di alcuni privilegi, alla moralizzazione della vita pubblica e un attacco all’UE, tema quest’ultimo che appare solo come una boutade per cercare di arginare in qualche modo la concorrenza di Salvini. Per quanto riguarda Casaleggio non ho ancora capito se ha il dono della “parola”. Altra cosa sono Varoufakis o lo stesso Tsipras, per non parlare appunto di Pablo Iglesias. Sono la mancanza di cultura politica, di struttura organizzativa e di un elettorato non definito e contraddittorio nelle istanze che rendono il M5S politicamente inutile. I gruppi dirigenti del M5S esprimono le mancanze elencate. Sono espressione della protesta tout court. Temi cari al M5S, come ad esempio il finanziamento pubblico ai partiti, sono stati fatti propri dallo stesso PdR (Partito di Renzi) il quale ha usato questi argomenti come un “apriscatole”, per rendere il Movimento inutile e inoffensivo. Renzi, rispetto al M5S sta facendo esattamente ciò che avrebbe voluto fare Bersani e cioè scouting. L’unica differenza è che Bersani lo avrebbe fatto senza arroganza. Il M5S, a causa dei limiti politici che ha ampiamente dimostrato, è quell’occasione mancata che ha contribuito all’indebolimento della Democrazia nel nostro Paese. Non è un caso che rispetto al vuoto politico che si è creato si staglia all’orizzonte l’ombra del Partito della Nazione.

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