RENZI A CASA!

Eppur si muove! Dopo mesi di silenzio ed immobilismo dell'opposizione e un anno di sole chiacchiere e zero fatti del governo Renzila destra italiana si smarca da Berlusconi e cerca di riorganizzare le proprie fila dandosi appuntamento a Roma domani 28 febbraio a Piazza del Popolo alle ore 15.00 per una grande manifestazione di piazza contro le politiche del governo di sinistra. Nasce così, almeno per il momento, il "Fronte anti Renzi" di Lega e Fratelli d'Italia. Anche se sarebbe auspicabile un "Fronte Nazionale" per l'Italia, piuttosto che un fronte contro chicchessia.
 Ma nell'attesa che i tempi maturino per la nascita di una grande destra, l'altro Matteo con tanto di maglietta “Renzi a casa!” insieme a Giorgia Meloni e CasaPound lancia un appello alle altre forze politiche: "Si unisca a noi chi vuole mandare a casa il Governo". L'alleanza, hanno dichiarato i due leader, è "contro le politiche che sta portando avanti il governo amico dei poteri forti e agli ordini della Merkel". Il 7 marzo - hanno fatto sapere - ci sarà un'altra manifestazione a Venezia e tra aprile e maggio un "grande evento" al quale invitare anche Marine Le Pen. Poche idee, ma chiare: NO ad inciuci con la sinistra, no ai poteri forti, no all’immigrazione senza regole a discapito degli italiani, no alle politiche di austerity imposte dalla Troika; SI alla tutela dei diritti di tutti i cittadini italiani, sì alla salvaguardia dei nostri interessi nello stare in Europa, sì alla crescita e allo sviluppo senza chiudersi in una prospettiva fine a se stessa, sì a ragionare in senso occidentale e non orientale, in senso pluralista e non monocratico, sì all'aliquota fiscale unica. Un programma ambizioso, ma di "destra". Difficile da realizzare, certo, ma non impossibile. È chiaro che Salvini e Meloni hanno ragione nelle premesse, ma queste devono essere metabolizzate e collegate ad un’idea non esclusiva e ottusa di rivendicazione della propria identità nazionale: salvaguardare i nostri interessi nazionali, riscoprire i diritti storici conquistati nel tempo da generazioni e di cui ancora oggi dovrebbero godere i cittadini italiani rispetto ai gentili ospiti che prendono d'assalto le nostre coste, non significa per nulla prendere a calci nel sedere i meno fortunati, ma pensare prima alla nostra gente, al nostro popolo e poi agli altri! Vuol dire creare quelle condizioni di identità comunitaria e di priorità nazionali che rendono possibile la solidarietà, la libertà individuale, la civile convivenza e la crescita economica del Paese.

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