Roma come Amsterdam: primo quartiere a luci rosse all’Eur.

Una sorta di Amsterdam de noantri, come stigmatizza l'Osservatore Romano! Il mestiere più antico del mondo è ad una svolta decisiva, almeno a Roma dove entro il mese di aprile sarà inaugurato all’Eur il primo quartiere a luci rosse della capitale. Anche se, per il momento, si tratterà solo di un progetto sperimentale. Ad ospitare le 'lucciole' sarà una strada, da individuare in accordo con la prefettura, all'interno del IX Municipio, una decisione che nasce anche dall'esigenza, molto sentita dal minisindaco Andrea Santoro, di liberare i viali dell'Eur dalla prostituzione selvaggia. Del problema della prostituzione in Italia se n'è parlato parecchio in questi anni, sia sotto il profilo dello sfruttamento, sia per quel che riguarda la tassazione delle "lucciole",
che in Paesi come l'Olanda o la Germania, permette allo Stato di guadagnarci attraverso il pagamento delle tasse e di eliminare in tal modo i cosiddetti "papponi" e i loro illegali introiti, sia per i suoi aspetti igienico-sanitari. Così il Comune di Roma, in questi giorni, avrebbe deciso di concentrare le prostitute della Capitale in un unico punto, impegnandosi a creare una zona a luci rosse per togliere le prostitute dalla strada e impedire agli sfruttatori delle ragazze in questione di poter continuare a guadagnare alle spalle del sistema. Il Campidoglio avrebbe, quindi, individuato nell'Eur il quartiere ideale per capitalizzare i guadagni derivanti dal mestiere più antico del mondo, permettendo alle "lucciole" di lavorare legalmente ed essere controllate dalle forze di polizia che pattuglieranno le strade in continuazione, multando gli eventuali clienti che non rispetteranno il perimetro della zona per usufruire dei servizi delle ragazze in questione. Addirittura i locali dove le prestazioni avranno luogo saranno dotati di numerose telecamere di sorveglianza e ai clienti saranno fornite le necessarie precauzioni per avere rapporti protetti. La proposta shock del presidente del IX Municipio di Roma Andrea Santoro (appoggiata dal sindaco Ignazio Marino) di creare una "red-zone-legale" all’Eur, ha raccolto più polemiche che consensi dal mondo politico, da quello cattolico e soprattutto dai residenti. Come noto, il prefetto Giuseppe Pecoraro ha bocciato con fermezza il progetto e Forza Italia è intenzionata a presentare addirittura un esposto alla Procura della Capitale. "La legge Merlin è ancora in vigore" sottolinea Pecoraro "e nel momento in cui si indica un determinato quartiere legale per la prostituzione si configura il reato di favoreggiamento". Dello stesso parere anche l'ex sindaco, già vicepremier e inquilino illustre dell'Eur che è a dir poco scettico sull'istituzione di una strada a luci rosse nel suo quartiere: "Serve una legge per fare queste cose e oggi la legge lo proibisceLenin - ironizza Francesco Rutelli - nel 1915 lanciò il socialismo in un solo paese, adesso qua si propone di legalizzare la prostituzione, ma in un solo municipio"! Insomma, l’idea di dividere la città in zone tollerate e non tollerate ha scatenato un putiferio e non poteva mancare neppure l’indignazione dell’Osservatore Romano, ma il IX Municipio continua a difendere a spada la sua red-zone-legale! E proprio in queste burrascose giornate è arrivato il "sì" della giunta capitolina per rimettere in moto il vecchio progetto “Roxanne”, dismesso da Alemanno, che puntava a combattere il racket della prostituzione e aiutare le vittime di tratta sessuale, in sinergia con forze dell’ordine e Municipi.

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