E continuano a chiamarla democrazia.

In questa Repubblica, di cui abbiamo perso il conto e non sappiamo bene sei sia la prima, la seconda, la terza o la prima-bis, ci stiamo dentro tutti fino al collo, sia "loro" che "noi". Ora, secondo “loro” - ovvero a dire di politici, governanti e classi dirigenti di questo grande ma povero Paese - le vacanze estive dei magistrati come pure quelle della scuola sarebbero troppe e quindi l'emergenza nazionale è tagliare le ferie a toghe, insegnanti e studenti.
E così dopo stipendi e pensioni tagliati prima dall’inflazione e dall’entrata in vigore dell’euro e poi dal mancato rinnovo dei contratti, e a seguire il taglio del valore delle nostre case e dei nostri risparmi attuato da una tassazione senza precedenti, statene pur certi che tutto quello che ancora possono toglierci ce lo toglieranno. Ma poi c’è l’altra faccia della medaglia, il secondo noi. Ebbene, secondo noi - cittadini sudditi, brutta copia di quel popolo sovrano teorizzato dai padri costituenti, ma nella realtà dei fatti ridotto alla stregua di un bancomat da spremere a getto continuo - i “loro” stipendi, i “loro” privilegi e i “loro” vitalizi quelli sì che sarebbero da tagliare. Ma per “loro” tutto resta così com’era. Anzi, di più. “Loro” non si accontentano mai, tanto da portarci al primo posto di tutte le classifiche mondiali in fatto di corruzione, malaffare, evasione, disoccupazione e malessere sociale. Insomma, quando si tratta di tagliare ai cittadini non ci sono diritti acquisiti che tengano e vanno avanti come un rullo compressore a colpi di decreti legge e riforme Fornero. Quando però si tratta di toccare le “loro” tasche non accade mai nulla! Nonostante ciò, nonostante il dover subire da anni governi mai eletti dai cittadini, "loro" continuano a chiamarla democrazia.

2 commenti:

  1. massimo g.24 marzo, 2015

    Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti si è lamentato della lunghezza esorbitante delle vacanze estive. Per un ragazzo, ha detto, tre mesi senza fare nulla sono troppi. Ne basterebbe la metà, mentre l’altra potrebbe essere impiegata più utilmente in attività formative. E ha portato a esempio i suoi figli, che durante le estati dell’adolescenza andavano a spostare le casse al mercato e non se ne sono mai pentiti. Come ogni attacco alle residue sacche di felicità della vita, la proposta del ministro è stata calorosamente applaudita da parecchi adulti.

    Mi permetto di dissentire. E non perché io coltivi solo memorie meravigliose delle mie estati fancazziste. Anzi, le ricordo popolate di incontri sbagliati, tempi morti infiniti, incertezze e angosce che nemmeno i baci ricambiati e i film avvincenti riuscivano completamente a lenire (per non parlare dei baci rifiutati e dei film noiosi). Eppure ho la sensazione che il mio (pessimo) carattere si sia formato in quei lunghi periodi di vuoto. E’ nei mesi dell’ozio che ho coccolato sogni inauditi e accumulato esperienze significative. Non ho mai spostato casse al mercato. In compenso ho raccolto mele. Chili e chili di mele. Più o meno per mia scelta, però. Non perché mi fosse stato imposto da una legge, che da buon italiano avrei subito cercato di violare. Tra l’altro quelli erano ancora tempi in cui il lavoro sottopagato procurava un brivido di trasgressione. Poiché oggi rappresenta la normalità fino ai trent’anni e oltre, costringere chi ne ha quindici a fare già la sua conoscenza mi sembra una cattiveria, anch’essa gratuita.

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  2. Il Parlamento di Oggi?
    Da Cittadino neutrale lo paragono al Mercato delle Vacche.
    Da ragazzino andavo a scuola alla Dante Alighieri di Firenze
    Ricordo che in piazza della Signoria tutti i venerdi Sensali e Contadini si incontravano per discutere eventuali compra vendite.
    I Contratti?
    li sigillavano sputandosi sulla mano prima di stringersela.

    Ciò che ci differenza dal Passato? La Mancanza di serietà e il non rispetto della parola data per Disonestà.
    PS L’Utopia che vorrei
    Semplice licenzierei tutti i Parlamentari onorevoli e senatori compresi i partiti che li rappresentano
    Io paragonerei L’Italia ad una grossa azienda che non ha bisogno di partiti per essere amministrata
    Ma di un Amministratore Delegato (Eletto dal Popolo)con l’obbligo di stipulare una assicurazione di tasca sua( Con durata quinquennale ) se i conti annuali risulteranno in regola. gli verrà rimborsata.
    Se i conti non tornano ? chi ha sbagliato pagherà i danni creati e il costo delle elezioni (di sua tasca )
    Il tutto dovrebbe valere per i presidenti Regionali e i Sindaci ( essendo Eletti dal Popolo)
    ( le provincie le abolirei)
    Comuni e Regioni sceglierebbero un rappresentante ciascuno che andrebbero a far parte del consiglio di Amministrazione alle dipendenze de l’Amministratore (Delegato)
    Che gestirà solo le spese per le Opere pubbliche d’interesse Nazionale (facenti parte il programma quinquennale) Votato da gli Elettori .
    Scartando le spese non facenti parte i programmi non votati dal Popolo delle singole Regioni
    Avranno priorità assoluta solo le spese dovute a calamità Naturali.
    Con l’obbligo ogni fine anno di presentare la nota delle spese sostenute dalle Regioni
    I Sindaci le spese Annuali le presenteranno alla loro Regione ha sua volta ogni singola Regione dovrà presentare la nota delle spese annuali all’Amministratore (delegato)
    Con questa doppia documentazione si terranno d’occhio l’uno con l’altro.
    Provate ha fare i conti sul risparmio che ci sarebbe di tempo e di Danaro col tempo annulleremo il debito Pubblico riattivando L’Economia Peccato che la repubblica sia gestita da persone ignobili .
    Là usano al contrario per fare (solo) i loro interessi e quelli delle lobby che rappresentano
    Con danni per tutto il Popolo che là rispetta. VITTORIO.A

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