Renzi chiede la testa di Lupi e Alfano gliela serve su un piatto d’argento.

Staccarsi da certe "poltrone" conquistate a colpi di compromessi e intrallazzi non deve essere facile per nessuno, soprattutto quando quel qualcuno è un politico italiano! Fatto sta che la gente che sopravvive di stipendio e pensione e che non ha nessun modo per "arrotondare" o perchè  per davvero onesta, fatto raro ma per fortuna non ancora unico in questo Paese, o perchè non ne ha occasione e capacità, è stanca di sentire scandali e ruberie. E se la mazzetta, la raccomandazione, il nepotismo, il favore di scambio,
sono germi ormai penetrati ovunque, contaminando l’intero sistema Italia - tanto che ormai il pesce puzza dalla testa fin giù, coda compresa - il premier, vuoi per sistemare questioni interne alla sua maggioranza, vuoi per non farsi scippare consensi dall'opposizione, non poteva comunque tollerare la permanenza di un ministro “intercettato” alla corte delle giovani marmotte. Quindi fuori uno e avanti il prossimo! Tanto per una poltrona che si libera c'è sempre pronto qualcuno ad occuparla, la lista d'attesa è lunghissima!

4 commenti:

  1. Lupi se ne va! O resta comunque? Come l'eclisse di oggi che nasconde il sole ma dura solo lo spazio di una mattina? La scena di Lupi che da le dimissioni e, intorno a lui, tutti che si complimentano per il nobile gesto, per la sensibilità politica degna di un De Gasperi ma... abbondiamo, anche di un Cavour, fa letteralmente schifo. Ercole Incalza, capo della struttura tecnica di missione che cura le Grandi Opere, è finito in galera. Le Grandi Opere (25 miliardi di appalti e 10 miliardi di cresta, il 40% in più del valore effettivo) sono il vero bersaglio dei partiti, il bottino per ora sotto il (parziale) controllo di Comunione e Fatturazione. E' come al tavolo dei mafiosi, si sacrifica uno dei commensali (Lupi) per continuare a mangiare. Certo, lo si bacia e lo si abbraccia, l'unica condizione è che si levi al più presto dalle balle. In realtà qui si va perfino oltre alle scene del Padrino. Renzie non si presenta neppure a tavola (oggi non sarà in Parlamento, ma a Bruxelles da dove ha commentato "Scelta saggia"), non lascerà quindi neppure le impronte digitali su qualche scranno di Montecitorio. La domandina da farsi è ora: "A chi risponderà in futuro la struttura tecnica che faceva capo a Incalza?" Forse a Renzie? Come diceva Andreotti "A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina". Questione di giorni e sapremo se aveva ragione la buonanima di Andreotti e se la struttura del magna magna risponderà alla presidenza del Consiglio. Le Grandi Opere Inutili sono il vero carburante dei partiti e delle cooperative rosse e bianche confederate. E' un immenso giro conto in cui c'è spazio per tutti: tangentisti, criminalità organizzata, partiti (anche attraverso il voto di scambio, lavoro per voti), affaristi riciclati. Chi le gestisce può gestire l'Italia.
    Quasi nessuno ha ancora messo in discussione in questi giorni la totale inutilità della Tav in Val di Susa, del Mose in Veneto, dei costi esplosivi della ormai leggendaria Salerno - Reggio Calabria. Ci si è soffermati su un Rolex da 10.000 euro e su Mariangela lupi. Va bene farsi prendere per il culo, ma, come diceva Totò, "Ogni limite ha una pazienza". In Parlamento vanno discusse tutte le Grandi Opere in essere, la loro utilità, i loro costi, a chi sono andati i soldi. Queste cattedrali nel deserto sono state pagate e saranno pagate con i sacrifici degli italiani strangolati dalle tasse, italiani che combattono giorno per giorno per mantenere le loro famiglie, mentre questi delinquenti si arricchiscono.

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  2. Anche la mafia si libera di chi compie anche uno sgarro così questi vergognosi maiali che meriterebbero la riapertura del Colosseo e darli in pasto ai leoni.

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    1. ...che modi! sempre brusca e violenta, ma perchè?

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    2. In effetti il linguaggio della caporuscio a volte non lo capisco. Va bene la rabbia, ma certi termini sono al limite... ma ognuno è libero di dire quello che vuole, ma a volte la forma ha la sua valenza!

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