Siamo sì garantisti, ma mica fessi!

Finalmente mi sono laureato! Finalmente posso incorniciare il mio diploma di laurea e appenderlo in bella vista nella mia cameretta! Ma nessuno, pensate, nessuno, neppure l’amico di mio padre assessore al Comune dove mi ha promesso di farmi entrare non appena laureato, mi ha regalato un Rolex d’oro e neppure uno Swatch di plastica! Ma mio padre non fa il Ministro e forse è proprio il suo amico al Comune che si aspetta da noi quel Rolex per trovarmi un posto da ingegnere lì da lui. Quelli della casta - d'altronde - studiano e fanno carriera non per il nostro bene, ma per sapere bene come fregarci! Fatto sta che nell’italietta dei corrotti e di corruttori, della tangente e della mazzetta a go go, nel paese dei furbetti del quartierino garantista fino all’ultima bustarella, nessuno è colpevole
prima di una sentenza, neppure quando viene beccato con un Rolex d’oro 18 karati al polso regalatogli dall’amico degli amici. Però è almeno lecito, da parte nostra, pretendere che chi di dovere vada in Parlamento a spiegare agli italiani se certe “faccende” sono del tutto false o se c'è qualcosa di vero? Non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo più permettere che certe ombre ancora aleggino su chi è preposto alla guida delle istituzioni. Ne abbiamo abbastanza di furti e ruberie ai danni dello Stato, e di chi continua a cazzeggiare come se niente del genere fosse mai accaduto! Basta malaffare. Siamo stufi di pagare tasse e balzelli che poi vanno a finire in ruberie e tangenti! Chi occupa certe poltrone, deve dimettersi subito anche al minimo sospetto di illecito, senza aspettare processi tanto lunghi da finire in prescrizione! Sarà poi la giustizia a compiere il suo percorso, a condannare o assolvere, a mandare in galera o risarcire. Ma, intanto, dimettetevi!

5 commenti:

  1. Al Lupi! Al Lupi!" Il governo è uno zoo. Se fuori ci sono i gufi e per tacitare in aula l'opposizione del M5S si usano i canguri, talvolta in formato maxi, non vanno trascurati Lupi, il figlio/a di Fantozzi e la giovane marmotta Renzie che piuttosto che fare un decreto legge contro la corruzione sacrificherebbe la sua mano come Muzio Scevola. Combattere la corruzione non è nelle sue corde. Preferisce dedicarsi alle "riforme" per disintegrare Costituzione e parlamento. Quanto ci costa la corruzione? La stima supera tranquillamente i 100 miliardi di euro. E questi chiedono sacrifici agli italiani che attraverso le tasse e i costi maggiorati dei servizi pubblici la pagano?
    "Al Lupi! Al Lupi!" Il M5S lo grida alla Camera da luglio, ma proverbialmente nessuno lo ha ascoltato, anche se diversamente dalla fiaba ha sempre avuto ragione. Bastava leggere le carte e andare a vedere chi fossero gli amici più stretti di Lupi. 3 dei 4 arrestati di ieri sono suoi "amici fidati" e a loro il ministro aveva affidato una dozzina di grandi opere: dai porti di Trieste e Olbia, ai cantieri Tav e alle autostrade. Ercole Incalza ce l'ha presentato Di Battista qualche mese fa. Conosciamo anche gli altri: "il secondo arrestato amico di Lupi è il faccendiere vicino a Comunione e Liberazione e a Lupi, Franco Cavallo detto Frank, o “l’uomo di Lupi”, 54 anni." (Frank Cavallo! affidereste qualcosa a uno che si chiama Frank Cavallo a parte l'organizzazione di un rodeo?) "Il terzo è Stefano Perotti, 56 anni, l’ingegnere che dirigeva i cantieri più importanti grazie all’amicizia e ai giri di soldi, dicono i magistrati, con Incalza. Perotti ospitava Lupi e la moglie nella sua casa di Firenze". Perotti deve essergli molto affezionato "ha dato un lavoro da duemila euro più Iva al mese al figlio del ministro: Luca Lupi, 25 anni". Euforia da jobsact o favori crescenti per il prossimo appalto? Non bisogna essere maliziosi, l'ingegnere che trova lavori ai figli avrà ottenuto i suoi incarichi perché lavora duro e senza soste: "Nel 2011 il presidente del consorzio Nodavia che costruisce il nodo ad Alta Velocità ferroviaria di Firenze, sbotta al telefono: “Perotti, che lo stesso non c’è mai in cantiere e dichiarando, in generale: “loro non hanno mai fatto un cazzo! … alla fine questo non è che sia uno stipendificio dove si piglia i soldi senza fare un cazzo”. Invece sì!
    "Al Lupi! Al Lupi!" Lupi o è un fallimento come ministro oppure porta sfiga. O entrambe. Le persone che si è messo vicino per la gestione di soldi e appalti sono state arrestate dopo anni che agivano indisturbate all'interno delle Istituzioni. Perché Lupi le ha scelte e perché Lupi le ha coperte? Chi gli ha suggerito/ordinato di farlo? La risposta all'interrogazione M5S a Lupi di luglio su Incalza è emblematica: è stata scritta dal suo avvocato! Non un ministro, ma un difensore d'ufficio. Lupi deve dare spiegazioni, dimettersi e restituirci fino all'ultimo centesimo tutti i quattrini che si è beccato come Ministro delle infrastrutture. Li metteremo nel fondo per il microcredito alle aziende dove vengono versati gli stipendi tagliati dei portavoce M5S in Parlamento.
    Quante altre persone ci sono che vengono coperte dai ministri di Renzie? Poletti vuole confessare qualcosa? E' il momento buono per togliersi un peso dalla coscienza.

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  2. "Renzi garantisce piuttosto che "questo governo intende combattere perché non si formi uno stato di polizia, ma di pulizia. L'autorità anticorruzione l'abbiamo messa in campo perché casa per casa, appalto per appalto, si possa far pulito. Le pene sulla corruzione devono essere aumentate. Pensare che si possa prescrivere la corruzione è inaccettabile, per questo stiamo intervenendo". Una risata lo seppellirà, un imprenditore di pulizia (con tutto il rispetto della categoria) che però lascia sempre sporco.

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  3. L'ITALIA E' AFFIDATA A DEI MALFATTORI e malfattori sono quelli che continuano a votare i partiti coinvolti nel malaffare. I maggiori colpevoli sono gli ITALIOTI ed i MENELAO che avendo l'occasione di votare il M5S, composto da persone fondamentalmente oneste e che come tutti gli umani possono anche sbagliare, che stanno facendo una guerra in parlamento per evitare la deriva definitiva di questa nazione. ITALIOTI e MENELAO vergognatevi...

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  4. massimo g.18 marzo, 2015

    Noi non conosciamo i tecnocrati di Stato, questa casta segreta di dirigenti pubblici che le statistiche internazionali considerano la meno efficiente e la più pagata del mondo. Non li conosciamo perché si rifiutano scaltramente di andare in televisione: l’assenza di volto è per loro garanzia di impunità e di durata.

    Chi di voi, fino a ieri, sapeva dell’esistenza di Ercole Incalza, da trent’anni burattinaio delle grandi opere, colui che decide cosa si fa e soprattutto chi lo fa? Proviene dalla Cassa del Mezzogiorno, la «cantera» dello spreco italico, e da lì è passato ai Lavori Pubblici, dove ha comandato da monarca assoluto con gli ultimi sette governi di destra, sinistra e centro.

    Il processo ci dirà se l’ingegner Incalza è davvero il corruttore che lo accusano di essere. Di sicuro consentire a un uomo - fosse anche San Francesco - di imbullonarsi per decenni a una poltrona, maturando relazioni e segreti che potrà usare come arma di scambio e di ricatto, è lo specchio di un sistema marcio e imbelle. Perché noi non sapevamo di Incalza, ma la politica sì.

    Arrivato al ministero, l’onorevole Lupi ha trovato il mandarino dei Lavori Pubblici ormai in pensione eppure ancora al vertice di una fantomatica «struttura tecnica di missione» che gli consentiva di continuare a dirigere, a settantuno anni, il traffico degli appalti.

    Invece di accompagnarlo ai giardinetti, Lupi lo ha difeso in privato e nelle aule parlamentari, lodandone le qualità insostituibili quando i Cinquestelle ne chiesero la testa. E adesso si scopre che l’imprenditore Perotti, indagato perché in combutta con Incalza, regalò al figlio neolaureato del ministro un Rolex e un posto di lavoro nello studio del cognato. Corrotti, corruttori, figli e cognati: il selfie del nostro Paese.

    La nausea è tanta, ma la soluzione sarebbe semplice. Limitare drasticamente la durata degli incarichi pubblici e considerare il ministro in carica responsabile degli atti firmati dai suoi burocrati. In tal caso, Lupi dovrebbe dimettersi in giornata.

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  5. ( Ho75anni e ciò che scrivo è quello che penso )
    (Il Fascismo e il Comunismo sono Dittature)
    La Democrazia racchiude in sé tutte e due le dittature
    I Camaleonti per conservare il loro stato sociale Cambiano colore ad ogni legislatura
    Sfruttando l’ignoranza del Popolo con false promesse riescono ad ottenere il consenso di gran parte del Popolo beota .
    I tempi si sono evoluti ma L’Ignoranza Troneggia ancora.
    Il periodo Fascista nacque per la stragrande ignoranza del popolo analfabeta Idem il Comunismo.
    Nel dopo guerra noi analfabeti abbiamo lottato per abbattere l’ignoranza Riponendo le speranze nelle Generazioni Future
    Hai mè Recitate quotidianamente quello che avete appreso negli studi
    Senza avere capito che gran parte di ciò che avete studiato non corrisponde al vero
    Vi siete mai chiesti chi è che scrive i fatti Storici e chi li ha approva? Nella stragrande maggioranza mi sentirei di dire no.
    Vi siete chiesti il perché La casta dominante Come i CAMALEONTI periodicamente Per primeggiare ungono gli avidi.
    Cosi riescono sempre ad assoggettare la classe politica ai loro voleri l’esempio? Lo a dato in questi 20 anni il faccendiere
    Comprando a destra e a sinistra ciò che gli serviva per fare i suoi affari.
    I Giovani se usassero il loro cervello ( per filtrare i fatti della vita quotidiana) lasciando le ideologie a chi le decanta per offuscare le menti (dei pigri )
    arriverebbero ha capire che Non c’è nessuna differenza fra Democrazia fascismo e Comunismo
    Sino a che nel Mondo prevarrà la cupidigia e la stupidità il Popolo sarà Sempre sfruttato dalla classe dominante.
    Ho lavorato per 18 anni alla stazione di Santa Maria Novella di Firenze ciò che descrivo nel post è verità il tutto
    Rispecchia la nostra società e ciò che saremo.
    Anime sospese
    le ho viste aggirarsi in tutte le stazioni in cerca della loro identità perduta
    vita vissuta ai margini della dignità imposta da una società malata
    Priva di amore verso i più umili che stanchi di lottare si sono arresi
    assistendo impassibili alla vita che non gli appartiene più
    Vita ricercata nella folla frettolosa schiava del tempo che passa veloce
    come fossero automi taluni offrono una moneta tenendo in vita queste anime sospese condannate a fare da specchio a tutta l’umanità.
    VITTORIO.A

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