Ci sarebbe tanto da fare e invece...

Ci sarebbe un intero Paese da ricostruire partendo dalle fondamenta di un “sistema” che è sempre meno stabile e che rischia di crollare definitivamente sotto i colpi della speculazione finanziaria, del profitto a tutti i costi, della corruzione e del malaffare, dell’assoluta mancanza di libertà, democrazia e senso dello Stato. Istituzioni e pubblici uffici al collasso, servizi che non servono più nessuno, strade, ponti, scuole e ospedali che cadono a pezzi, dissesto idrogeologico, e così via. Insomma, ci sarebbe tanto da fare, un’infinità di lavoro per noi e per i tanti disperati del sud del mondo pronti a sfidare la morte ogni giorno pur di sfuggire da guerre, fame e povertà. Eppure tutto quello a cui "riusciamo" a pensare è l'Italicum e bombardare i gommoni! Tutte le nostre "migliori" energie sono rivolte a pagare gli interessi di un debito pubblico inarrestabile e non abbiamo più tempo, modo e maniera di "crescere"!
I nostri giovani, assuefatti al clima di depressione che aleggia come un macabro spettro sulle rovine di un Paese sfasciato, ormai sono piegati ad ogni abuso, convinti che molte cose andrebbero cambiate, ma non sanno cosa fare per cambiare verso. A differenza delle generazioni precedenti, non s’illudono, non combattono, non hanno speranze, ideali e aspettative, sono rassegnati al meno peggio tanto meglio. Sanno fin troppo bene che mancano i mezzi, le idee, la volontà e gli uomini perchè il "cambiamento" non sia solo una twittata!