Black bloc, delinquenti con l'aggravante della vigliaccheria.

di Grazia Nonis. Vi chiamano Black block, ma noi, e parlo a nome di tanti comuni cittadini, preferiamo additarvi come delinquenti, vigliacchi. Sì, delinquenti con l’aggravante della vigliaccheria. Vi presentate coperti dalla testa ai piedi come guerriglieri dell’Isis, o come tanti condom pronti a penetrare le nostre città, a stuprarle, a violentarle. Godete nel distruggere, annientare, calpestare la roba altrui. Palle che ce l’avete con le banche, la Borsa ed i luoghi del capitalismo. Incendiate le nostre auto, i nostri negozi, imbrattate le nostre strade. Ci private della libertà di camminare nelle nostre vie, per evitare di essere colpiti
dalle pietre che lanciate alla rinfusa, dalle vostre manganellate, dai vostri insulti. Siete incoerenti, poiché la maggior parte di voi neanche sa perché è sceso in piazza. Le interviste rilasciate da qualche vostro “compagno” idiota lo dimostrano. Sono lì, registrate, ascoltatevele. “Cioè protestiamo .. cioè distruggiamo … cioè spacchiamo tutto”. Siete annoiati dalla vita, vuoti, frustrati e quindi vi accanite come bestie inferocite verso tutto e tutti. Tanti di voi arrivano sul luogo da colpire già strafatti, ciucchi di alcol e rintronati dal fumo, ma non quello del camino o dalla grigliata domenicale. Vi danno forza, sicurezza, eccitazione. Eccitazione che alimentate mentre prendere a randellate il bidone dei rifiuti, la vetrina del nostro fruttivendolo, incendiate l’auto del nostro vicino di casa, prendete a bastonate chiunque si ribelli al vostro scempio, soprattutto i poliziotti, vostri acerrimi nemici. Sappiate, se i vostri genitori non ve l’hanno insegnato, che il bidone dei rifiuti, la vetrina del nostro fruttivendolo e l’auto del nostro vicino di casa non hanno nulla a che fare col capitalismo. Anzi, il comune dovrà rimpiazzare il bidone che poi noi rimborseremo con le nostre tasse. Il fruttivendolo dovrà ripagarsi la vetrina di tasca propria perché non tutti hanno l’assicurazione, ed in ogni caso non tutte prevedono gli atti di vandalismo. Il nostro vicino di casa ha le rate della macchina da pagare fino al 2050, la lascia in strada perché non ha i soldi per il box e gli serve per andare a lavorare fuori Milano. L’assicurazione lo risarcirà con quattro noci di cocco ed un ciuffo d’ananas, e lui dovrà indebitarsi ancora grazie alle vostre prodezze da infami. Vi approfittate delle mani legate dei poliziotti perché i vostri “protettori” hanno dato ordine di non infierire. In parole povere, potete distruggere la città come e quanto vi pare, poiché le forze dell’ordine possono intervenire solo quando c’è qualcuno in pericolo di vita. E voi, da bravi vigliacchi quali siete, ve ne approfittate. Siete incapaci di manifestare pacificamente con cartelli o striscioni, saltare su di una cassetta della frutta, improvvisare un palco ed urlare al mondo il perché dei vostri “NO”. Ma che dico, la manifestazione è la scusa al vostro vandalismo, alla vostra rabbia. Ho visto per terra, a scempio ultimato, i vostri caschi, le tute e le sciarpe che da codardi avete usato per non farvi riconoscere. E da vigliacchi e codardi siete corsi a mischiarvi coi manifestanti pacifici per non farvi arrestare. Siete dei barbari, oramai è assodato, è certezza. Barbari codardi e vigliacchi coccolati da uno Stato loffio contro i farabutti e duro con i giusti. Uno Stato che domani a gran voce chiederà per voi un pugno di ferro e delle punizioni esemplari. Ennesima farsa recitata dai soliti buffoni, i disonorevoli pagliacci capaci solo di far andar la bocca per poi chiuderla con un amen, un nulla di fatto. M’arrovello la mente chiedendomi se i vostri genitori sono consapevoli di ciò che voi fate. Forse qualcuno è all’oscuro, ma in tanti sanno. Come possono non sapere. Forse vi fanno persino i complimenti. Forse vi preparano le molotov sul tavolo di cucina tra il bricco del caffè e i biscotti per la colazione. Forse vi lucidano il casco e la mazza che poi nasconderete sotto la giacca.