Italiani, giù la testa e mano al portafoglio. C'è da tappare il buco dell'Inps!

In questo Paese, che ormai va per conto suo verso lo sfascio più totale, non fai neppure in tempo a rialzare la testa che subito dopo ti arriva un'altra legnata: il buco miliardario dell'Inps. Così l'Italia defunge, altro che crescita, svolte buone e cambi di verso! Ma almeno stavolta Matteo Renzi non c’entra niente, ma potrebbe, comunque, rientrarci qualora decidesse di far pagare gli errori dei precedenti governi non a chi li ha commessi, ma sempre e soltanto ai “soliti fessi”, magari ritoccando le aliquote Imu e Tasi o qualche accisa sui carburanti. Ma veniamo al fattaccio. Oscilla tra i 6 e i 16 miliardi di euro il buco aperto dal governo dei ‘professori’ nelle casse dell’Inps con il ‘Salva Italia’ di Monti! La sentenza della Consulta, infatti, ha giudicato incostituzionale il blocco della perequazione
delle pensioni fino al mese di maggio 2015 alle pensioni superiori a 1.443 euro e che “conseguentemente è da ritenersi abrogato”. Adesso Renzi, dopo la bufala del tesoretto e con la Troika che non toglie le grinfie di dosso al debito pubblico italiano, si trova a dover rimborsare per una pensione che nel 2011 era di 1.500 euro, circa 2.500 euro per i due anni di blocco (2012 e 2013) e per gli effetti che ha avuto sul 2014. Tradotto in soldoni, secondo i vari studi di settore, la rivalutazione ammonterebbe a circa 85 euro al mese, circa 1000 euro all’anno per un totale di 5 milioni di pensionati che hanno subito lo scippo dei professori per il mancato adeguamento Istat del loro assegno previdenziale disposto dal governo Monti mentre la Fornero al suo fianco si scioglieva in lacrime. Cari professori state sereni, perché alla fine a pagare per i vostri errori ci saranno sempre i “soliti fessi”.

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